Whiskey irlandese in frenata: export a −5% nel 2025, pesa il rallentamento degli USA

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Il valore delle esportazioni di whiskey irlandese è diminuito del 5% nel 2025, riflettendo un contesto di mercato globale complesso, in particolare negli Stati Uniti. È quanto emerge dall’ultimo rapporto di Bord Bia, l’ente per la promozione dell’agroalimentare irlandese.

Secondo i dati, le esportazioni di whiskey hanno raggiunto 930 milioni di euro (circa 1,1 miliardi di dollari), pari al 45% del totale delle spedizioni di bevande irlandesi. Il calo è stato soprattutto legato al mercato USA, dove le vendite sono scese del 5% a causa di una combinazione di fattori: accumulo di scorte tra fine 2024 e prima metà 2025 in previsione dei dazi entrati in vigore ad agosto 2025 e una svalutazione del dollaro del 12%, che ha reso più difficile la competitività dei prodotti importati.

Nel mercato europeo, la Germania si è confermata come principale destinazione del whiskey irlandese, mentre le esportazioni verso Francia sono rimaste stabili e quelle verso la Polonia hanno registrato un lieve calo. Anche il Regno Unito ha mostrato volumi “leggermente inferiori”, in un contesto di forte concorrenza e consumi sotto pressione.

Non migliore l’andamento del gin irlandese, le cui esportazioni in valore sono diminuite del 14%, penalizzate da una razionalizzazione dell’offerta e da una frenata della premiumisation dovuta alla minore capacità di spesa dei consumatori, soprattutto negli USA.

Segnali positivi arrivano invece dal comparto dei liquori, che rappresenta il 21% del valore totale delle esportazioni. In particolare, le cream liqueurs irlandesi hanno registrato una crescita del 10%, raggiungendo 430 milioni di euro, grazie alla domanda di prodotti premium in mercati come Regno Unito e Nord America.

In aumento anche la birra irlandese, con esportazioni in crescita del 7% a circa 350 milioni di euro. Se il valore verso il Regno Unito è sceso del 14%, le spedizioni verso l’UE sono aumentate del 21%, con la Francia come primo mercato europeo.

Nel complesso, le esportazioni di bevande irlandesi sono cresciute del 2% nel 2025, arrivando a 2 miliardi di euro, con UE, Regno Unito e Stati Uniti che insieme rappresentano l’81% del totale. Ancora più marcato l’andamento dell’intero comparto agroalimentare: food, drink e orticoltura hanno toccato 19 miliardi di euro, +12% annuo, definito da Bord Bia una “performance storica” in un contesto di forte volatilità.

Guardando al 2026, l’ente parla di un anno di transizione per il settore beverage: negli USA i segnali di miglioramento delle vendite al dettaglio stanno riducendo le scorte. Bord Bia segnala inoltre l’ingresso della Generazione Z nei consumi di spirits e RTD come fattore potenzialmente positivo, pur in presenza di nuovi trend – come l’uso dei farmaci GLP-1 – che stanno influenzando le abitudini di consumo di alcol a livello globale.

Whiskey irlandese in frenata

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