Morrisons riduce il perimetro delle attività per concentrarsi sul commercio alimentare e alleggerire il peso del debito. La catena britannica ha avviato la vendita di alcune farmacie presenti nei propri supermercati, nell’ambito del piano di contenimento dei costi guidato dall’amministratore delegato Rami Baitiéh. Secondo quanto riportato dal Telegraph, una revisione interna avrebbe individuato numerose sedi economicamente poco sostenibili, spingendo il gruppo a cercare nuovi proprietari per una parte della rete.
Le prime cessioni sono già state completate e l’obiettivo del management sarebbe vendere decine di farmacie entro l’inizio del 2027, su un totale di oltre cento strutture. L’operazione procede attraverso accordi sui singoli punti vendita, senza un acquirente unico per l’intero portafoglio: alcuni esercizi sono passati a farmacisti indipendenti, mentre altri sono stati rilevati dai responsabili che già li gestivano. Boots, indicata in precedenza come possibile compratore, non avrebbe invece acquisito alcuna sede.
La scelta si inserisce in una revisione più ampia delle attività accessorie dei supermercati, attraverso la quale Morrisons punta a recuperare efficienza e risorse da destinare al proprio core business. Già lo scorso anno la ristrutturazione aveva comportato la chiusura di quattro farmacie, 52 caffetterie, 17 negozi di prossimità, 35 banchi macelleria e 13 punti vendita di fiori. Per il gruppo, controllato dal fondo di private equity Clayton, Dubilier & Rice, il tema è rendere sostenibile una rete articolata in una fase di forte pressione sui costi.
A rendere più urgente il riassetto è soprattutto la situazione finanziaria. Nell’esercizio concluso nell’ottobre 2025, la capogruppo Market Topco ha registrato una perdita prima delle imposte, comprensiva delle componenti straordinarie, di circa 926 milioni di sterline. Il debito comprensivo delle passività per locazioni ha raggiunto circa 7,5 miliardi: un dato da distinguere dall’indebitamento finanziario netto, indicato in circa 3,2 miliardi. La crescita delle vendite, dunque, si accompagna ancora alla necessità di migliorare gli equilibri economici del gruppo.
Sul fronte commerciale, i risultati più recenti mostrano comunque una maggiore tenuta. Nel terzo trimestre, concluso il 26 luglio 2026, le vendite a parità di rete sono aumentate del 3,2%, segnando il quindicesimo trimestre consecutivo di crescita, mentre il fatturato complessivo ha raggiunto 4,1 miliardi di sterline. Il programma di riduzione dei costi ha inoltre prodotto risparmi cumulati per 995 milioni di sterline, avvicinandosi all’obiettivo di un miliardo fissato dal management.
Parallelamente, Morrisons investe nell’organizzazione del canale digitale. L’accordo con Instaleap, società del gruppo Instacart, consentirà di gestire attraverso un unico sistema gli ordini provenienti da piattaforme come Uber Eats, Just Eat e Deliveroo, migliorando il coordinamento della preparazione nei negozi. La cessione delle farmacie e il rafforzamento dell’e-commerce delineano così le due direttrici del riassetto: ridurre le attività meno sostenibili e rendere più efficiente il servizio di vendita alimentare.



















