Greggs cresce del 7,7% nelle vendite ma prepara chiusure e 740 possibili esuberi

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Greggs cresce nelle vendite ma prepara una riorganizzazione della propria rete produttiva nel Regno Unito, con chiusure e accorpamenti che potrebbero comportare circa 740 esuberi nei prossimi due anni e mezzo. La catena di prodotti da forno punta a concentrare le attività per migliorare l’efficienza, con risparmi attesi sui costi operativi prima delle imposte pari a 20 milioni di sterline annui, da conseguire negli esercizi 2028 e 2029.

Il progetto prevede la chiusura dei siti produttivi di Enfield, North Lakes in Cumbria, Pettigrews a Kelso, in Scozia, e Seaham nella contea di Durham. Anche lo stabilimento di Treforest, in Galles, interromperà la produzione, mantenendo però la funzione di centro distributivo. A Enfield continueranno invece le attività di distribuzione, nonostante la prevista cessazione di quelle manifatturiere.

Le misure sono ancora oggetto di proposta e Greggs avvierà una consultazione con i sindacati e i rappresentanti dei lavoratori per definirne i dettagli. I circa 740 esuberi rappresentano quindi il possibile impatto occupazionale del piano, che coinvolge un gruppo con approssimativamente 33.000 dipendenti nel Regno Unito.

La riorganizzazione avrà un costo complessivo stimato di 60 milioni di sterline. Di questi, 40 milioni saranno destinati a investimenti, mentre i restanti 20 milioni copriranno gli oneri connessi agli esuberi e alle interruzioni operative durante la transizione. Il programma comporterà dunque una spesa iniziale significativa, a fronte dei benefici economici attesi negli anni successivi.

Greggs conferma comunque il ruolo centrale della produzione e della logistica di proprietà nel proprio modello di business. Il gruppo continuerà a gestire i siti di Balliol, Clydesmill, Derby, Gosforth, Leeds e Manchester, concentrando la rete industriale su un numero più contenuto di stabilimenti.

L’amministratrice delegata Roisin Currie ha collegato il progetto alla necessità di adeguare l’organizzazione all’evoluzione della domanda. «Greggs è un’azienda solida e in crescita e continuiamo a investire in modo significativo nel nostro futuro», ha dichiarato, sottolineando l’obiettivo di mantenere il gruppo solido e sostenibile nei decenni a venire.

Secondo Currie, le proposte intendono rafforzare la rete manifatturiera e migliorarne l’efficienza, continuando a garantire la qualità, la convenienza e il servizio attesi dai clienti. La gestione diretta della filiera resta quindi un elemento strategico, pur all’interno di un assetto produttivo destinato a cambiare.

L’annuncio è arrivato insieme all’aggiornamento commerciale del terzo trimestre: nelle tredici settimane terminate il 26 settembre 2026 le vendite sono aumentate del 7,7%. Alla crescita dei ricavi si affianca il programma di espansione della rete, che a luglio ha indicato un obiettivo di 3.500 negozi entro la metà degli anni Trenta.

Per Greggs, la riorganizzazione industriale accompagna dunque un percorso di sviluppo commerciale. La consultazione dovrà ora definire tempi e modalità di un piano che punta a ridurre i costi della filiera, ma presenta conseguenze rilevanti per i lavoratori e per i territori interessati dalle chiusure.

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