Ambienta entra in The Bridge e punta sul boom del plant-based da 4,3 miliardi in Europa

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Ambienta rafforza la propria strategia nel settore agroalimentare sostenibile e scommette sul plant-based con l’ingresso in The Bridge, azienda italiana tra i pionieri europei nelle bevande e negli yogurt vegetali. L’operazione, annunciata il 31 marzo, prevede l’acquisizione di una quota di maggioranza da parte del fondo, con la famiglia fondatrice Negro Marcigaglia che reinveste e mantiene un ruolo centrale nello sviluppo della società.

Fondata nel 1994 e con sede a San Pietro Mussolino, in provincia di Vicenza, The Bridge si è costruita nel tempo un posizionamento distintivo grazie a un’offerta basata su qualità, innovazione e prodotti clean label, intercettando l’evoluzione della domanda verso alternative vegetali ai latticini. La società gestisce internamente l’intero processo produttivo, dall’estrazione delle materie prime al confezionamento finale, garantendo flessibilità e controllo della filiera.

Un elemento chiave del modello di business è la forte vocazione internazionale: circa l’80% del fatturato viene generato all’estero, sia attraverso il marchio proprietario sia tramite private label, a conferma della competitività dell’azienda sui mercati globali.

L’operazione si inserisce in un contesto di mercato in espansione: il segmento europeo delle alternative vegetali ai latticini vale circa 4,3 miliardi di euro ed è sostenuto da trend strutturali come l’attenzione alla salute e alla sostenibilità ambientale. In questo scenario, Ambienta punta a rafforzare ulteriormente il posizionamento di The Bridge, accompagnandone la crescita sia organica sia per linee esterne.

Dal punto di vista ambientale, il comparto plant-based rappresenta uno degli ambiti più rilevanti nella transizione del sistema agroalimentare. Il settore agrifood è responsabile di circa il 30% delle emissioni globali di gas serra e, all’interno di questo, la produzione di alimenti di origine animale incide per circa il 60%. Le alternative vegetali consentono di ridurre significativamente l’impatto: il latte vaccino, ad esempio, genera circa tre volte più emissioni, richiede fino a tredici volte più acqua e utilizza fino a dieci volte più suolo rispetto alle bevande vegetali.

“Il settore agroalimentare rappresenta uno snodo critico nella transizione verso un’economia più sostenibile”, ha commentato Francesco Lodrini, partner di Ambienta, sottolineando come l’investimento confermi la strategia del fondo di supportare aziende guidate da megatrend ambientali.

Sulla stessa linea Paolo Negro Marcigaglia, azionista di The Bridge, che ha evidenziato come l’ingresso di Ambienta rappresenti un acceleratore per il percorso di espansione, rafforzando l’organizzazione e sostenendo gli investimenti in innovazione.

Per Ambienta si tratta del secondo investimento del fondo Small Cap, a conferma di un interesse crescente verso realtà imprenditoriali di dimensioni contenute ma con elevato potenziale di crescita. L’obiettivo è trasformare The Bridge in uno degli operatori di riferimento del comparto plant-based europeo, facendo leva su competenze industriali, network internazionale e trend di consumo favorevoli.

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