Caffè ai massimi e mercato in calo: Lavazza cresce e difende margini e filiera

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Nel pieno di uno scenario globale ancora instabile per la filiera del caffè, il Gruppo Lavazza archivia il 2025 con risultati in crescita e segnali di resilienza industriale, nonostante la pressione senza precedenti sui costi delle materie prime. Il Consiglio di amministrazione ha approvato il bilancio al 31 dicembre 2025, evidenziando un fatturato che raggiunge i 3,9 miliardi di euro, in aumento del 15,7% rispetto all’anno precedente. Un dato che si inserisce in un contesto segnato da volatilità estrema e da una contrazione dei volumi a livello globale.

A pesare sul settore è una combinazione di fattori che il gruppo definisce una “tempesta perfetta”: cambiamenti climatici nei Paesi produttori, tensioni geopolitiche, criticità logistiche e dinamiche speculative sulle commodity. Dal 2021 ai primi mesi del 2025, le quotazioni del caffè hanno registrato rialzi rilevanti, con l’Arabica in crescita del 230% e la Robusta del 325%. In questo quadro, anche il mercato globale ha continuato a ridursi: dopo il calo del 3,5% tra il 2023 e il 2024, i volumi hanno segnato un ulteriore -2,4% nel 2025.

“Il contesto resta estremamente volatile e difficile da prevedere, la tempesta non è ancora finita”, ha spiegato l’amministratore delegato Antonio Baravalle, sottolineando tuttavia la capacità del gruppo di chiudere l’anno con indicatori finanziari in miglioramento. L’EBITDA si attesta a 340 milioni di euro (+8,8%), mentre l’EBIT sale a 157 milioni rispetto ai 130 milioni del 2024. In crescita anche l’utile netto, pari a 92 milioni di euro contro gli 82 milioni dell’anno precedente. Migliora inoltre la posizione finanziaria netta, negativa per 432 milioni ma in riduzione rispetto ai -511 milioni del 2024, grazie alla generazione di cassa.

Sul fronte operativo, Lavazza ha proseguito il percorso di efficientamento, con interventi su supply chain, capitale circolante e razionalizzazione del portafoglio prodotti, mantenendo al contempo standard qualitativi elevati e investimenti di lungo periodo. Tra i fattori chiave di resilienza emerge la diversificazione, sia per canale sia per area geografica. Il gruppo presidia infatti tutti i principali segmenti – dal consumo domestico all’horeca, fino all’office coffee service e al vending – con un approccio sempre più omnicanale e integrato con l’e-commerce.

A livello geografico, la presenza in oltre 140 Paesi consente di compensare le difficoltà dei mercati europei maturi, dove i volumi risultano in calo, con la crescita registrata in Nord America (+26,9%), trainata in particolare dal retail e dai canali digitali. Restano invece sotto pressione alcune aree come Germania, Balcani, Polonia e Francia. Prosegue inoltre lo sviluppo in Asia, con particolare attenzione alla Cina attraverso la partnership con Yum China, sia nel canale retail sia nella rete di coffee shop.

Il 2025, anno del 130° anniversario del gruppo, segna anche un passaggio rilevante sul fronte dell’innovazione con il lancio del sistema Tablì, basato su una tab composta al 100% da caffè e priva di involucro, che introduce un nuovo paradigma nel segmento single-serve. Parallelamente continua l’integrazione dei principi ESG lungo tutta la filiera, con iniziative su sostenibilità ambientale, inclusione e benessere dei dipendenti. Tra queste, la Global Parental Policy che introduce almeno otto settimane di congedo parentale retribuito per tutti i genitori del gruppo. Nel 2025 i dipendenti superano quota 5.800 a livello globale, mentre i sistemi incentivanti collegati ai risultati aziendali confermano una distribuzione del valore generato, con premi fino a 4.000 euro nei siti italiani. Guardando al 2026, il gruppo individua nell’agilità la leva strategica per affrontare un contesto che resta incerto e caratterizzato da nuove tensioni geopolitiche. L’obiettivo dichiarato è continuare a investire su qualità, innovazione e trasformazione digitale per rafforzare la competitività e la resilienza della filiera.

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