Costi alti e domanda in calo, Müller chiude due impianti in Germania

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Il gruppo Theo Müller prepara la chiusura di due impianti produttivi nella Germania orientale, con un intervento che coinvolge le attività nelle salse e nei formaggi a fette. Il piano prevede lo stop dello stabilimento Homann di Rogätz, in Sassonia-Anhalt, entro settembre 2027, mentre la produzione di formaggi a fette a Leppersdorf, in Sassonia, terminerà entro dicembre 2026. Alla base delle decisioni ci sono le difficoltà economiche dei due siti e l’impossibilità, secondo l’azienda, di garantirne la redditività nel lungo periodo.

La chiusura di Rogätz interesserà circa 160 lavoratori. L’impianto apparteneva a Homann Feinkost, acquisita da Müller nel 2011, e risente di un cambiamento nelle abitudini di acquisto: la domanda di salse confezionate in vasetti di vetro sta diminuendo a favore di altri formati, determinando una progressiva riduzione dell’utilizzo della capacità produttiva. A questo andamento si aggiunge la necessità di investimenti significativi per mantenere operativo lo stabilimento.

Il gruppo ha spiegato che gli sforzi compiuti non hanno consentito di raggiungere una struttura dei costi compatibile con prezzi sostenibili e competitivi. Marcus-Dominic Hauck, amministratore delegato delle attività Müller nelle salse e nei condimenti, ha riferito che un’analisi economica approfondita non ha individuato prospettive per superare le perdite attuali e riportare il sito a una redditività duratura. L’azienda avvierà quindi un confronto con il consiglio di fabbrica, con l’obiettivo dichiarato di individuare soluzioni socialmente responsabili per il personale coinvolto.

Anche per Leppersdorf Müller richiama circostanze interne ed esterne che impedirebbero una gestione redditizia nel lungo termine. La decisione riguarda la produzione di formaggi a fette sia a marchio proprio sia per le marche del distributore. Per i prodotti Landliebe è invece previsto il trasferimento della produzione a un altro operatore lattiero-caseario, che lavorerà su licenza. Un portavoce ha confermato questa soluzione senza rendere noto il nome del partner.

Il numero dei posti di lavoro interessati a Leppersdorf non è stato comunicato. Il confronto con i rappresentanti dei lavoratori si concentrerà sulle possibilità di proseguire l’occupazione all’interno del gruppo, verificando le opportunità disponibili nelle altre attività aziendali.

Le due chiusure si inseriscono in una fase di ridefinizione del perimetro industriale di Müller, che parallelamente mantiene aperto il fronte delle acquisizioni. A settembre il gruppo ha confermato le trattative per rilevare Vogtlandmilch, società con sede a Plauen, in Sassonia, dove dispone di uno stabilimento produttivo. Se il negoziato andasse a buon fine, Müller potrebbe dunque aggiungere un altro impianto alla propria rete tedesca.

Nel corso del 2026 il gruppo ha inoltre acquisito Berief Food, produttore di alternative vegetali ai latticini e tofu, insieme allo stabilimento di Beckum, nella Germania occidentale. Il quadro combina quindi la dismissione di produzioni considerate economicamente insostenibili con operazioni che ampliano la presenza del gruppo in altre attività dell’industria alimentare.

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