L’industria brasiliana degli oli vegetali prepara investimenti per 7,65 miliardi di reais, pari a circa 1,28 miliardi di euro, nei prossimi dodici mesi. Le risorse saranno destinate all’ampliamento della capacità di lavorazione e alla costruzione di nuovi impianti, in una fase di crescita sostenuta dalla domanda di prodotti derivati dalla soia.
Secondo i dati dell’Associazione brasiliana delle industrie degli oli vegetali, Abiove, riportati da ICE San Paolo, i progetti previsti potrebbero aggiungere 7,4 milioni di tonnellate annue alla capacità del settore e creare 13.400 posti di lavoro. Un programma che rafforza il peso della trasformazione industriale nella filiera agroalimentare brasiliana, affiancando allo sviluppo agricolo una maggiore disponibilità di strutture per la lavorazione dei semi oleosi.
Nel 2026 la capacità complessiva ha raggiunto 86,4 milioni di tonnellate, con un incremento del 13,1% rispetto al 2025. Se gli investimenti annunciati saranno realizzati integralmente, il potenziale di lavorazione potrebbe quindi arrivare a 93,8 milioni di tonnellate annue. Si tratta di capacità industriale disponibile, mentre i volumi effettivamente trasformati dipenderanno dall’attività degli impianti e dall’andamento della domanda.
A sostenere l’espansione sono soprattutto due mercati: quello dell’olio di soia destinato alla produzione di biodiesel e quello della farina di soia, richiesta sia sul mercato interno sia all’estero. La lavorazione della materia prima alimenta così filiere diverse, collegando la produzione agricola agli impieghi energetici e alla domanda di ingredienti per l’alimentazione animale.
L’aumento della capacità si accompagna alla crescita del numero degli stabilimenti attivi, saliti a 148. La distribuzione territoriale conferma il ruolo centrale delle principali aree agricole del Paese: il Centro-Ovest concentra il 42,9% della capacità nazionale, mentre il solo Stato del Mato Grosso ne rappresenta il 21,6%. In quest’area si colloca dunque oltre un quinto del potenziale brasiliano di lavorazione dei semi oleosi.
Un fattore decisivo per le prospettive del comparto resta lo sviluppo del biodiesel. Secondo la nota, il Brasile punta ad aumentare gradualmente la quota miscelata nel diesel, attualmente al 15%, mentre i test per il B20, la miscela contenente il 20% di biodiesel, sono previsti entro febbraio 2027.
Il percorso indicato potrebbe sostenere ulteriormente la domanda di olio di soia, ma la sperimentazione del B20 rappresenta una fase distinta dalla sua eventuale introduzione. Per le imprese, gli investimenti programmati rispondono quindi alla crescita già registrata e alle prospettive di un mercato in cui trasformazione agroalimentare, esportazioni e produzione di biocarburanti sono sempre più collegate.



















