Brasile e Cina rafforzano le relazioni commerciali, con gli scambi che nei primi nove mesi del 2026 hanno raggiunto il valore record di circa 128 miliardi di euro e il comparto agroalimentare che si conferma uno dei principali motori delle esportazioni brasiliane verso il mercato asiatico. Secondo i dati del ministero dello Sviluppo, dell’Industria e del Commercio, elaborati dal Consiglio imprenditoriale Brasile-Cina (CEBC), le vendite brasiliane sono aumentate del 12% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, raggiungendo 75,6 miliardi di euro, mentre le importazioni dalla Cina sono cresciute del 9,9%, attestandosi a 52,3 miliardi. Il saldo commerciale è risultato quindi positivo per il Brasile per 23,3 miliardi di euro.
A sostenere le esportazioni sono soprattutto le materie prime agricole ed energetiche, con soia, petrolio e minerale di ferro che rappresentano complessivamente oltre il 77% delle vendite brasiliane in Cina. Particolarmente significativo il contributo della soia, le cui esportazioni hanno raggiunto 26,8 miliardi di euro, confermando il ruolo strategico del Brasile nell’approvvigionamento dell’industria alimentare e mangimistica cinese. Il Paese sudamericano continua infatti a rappresentare uno dei principali fornitori di materie prime agricole destinate a soddisfare la domanda del mercato asiatico.
Risultati importanti arrivano anche dal settore delle carni avicole, con le esportazioni di carne e frattaglie di pollo aumentate del 113% in valore e dell’86% in volume, a conferma di una significativa espansione delle forniture verso la Cina. Andamento opposto per la carne bovina, le cui vendite hanno registrato una contrazione dell’8,5%, in un contesto caratterizzato anche dall’introduzione di quote annuali da parte delle autorità cinesi.
Tra gli sviluppi più interessanti per il comparto agroalimentare figura inoltre l’ampliamento degli scambi di prodotti destinati all’alimentazione animale, favorito dagli accordi bilaterali che hanno consentito l’accesso al mercato cinese di nuove produzioni brasiliane. In particolare, le esportazioni di DDG, sottoprodotti della produzione di etanolo da mais utilizzati nella mangimistica, hanno raggiunto circa 182 milioni di euro, con il 53% del valore destinato alla Cina. Le vendite di sorgo verso il mercato asiatico si sono invece attestate a 152 milioni di euro, contribuendo alla diversificazione dell’offerta agricola brasiliana.
Accanto all’agroalimentare si conferma rilevante il contributo del settore energetico, con le esportazioni di petrolio cresciute del 49%, fino a 19,5 miliardi di euro, mentre quelle di spodumene, minerale utilizzato per l’estrazione del litio, sono aumentate del 339%, raggiungendo circa 154 milioni. Sul fronte delle importazioni brasiliane, assumono particolare importanza le automobili elettrificate prodotte in Cina, comprese le vetture ibride e completamente elettriche, che hanno totalizzato acquisti per circa 5,3 miliardi di euro, equivalenti al 10% delle importazioni complessive dal Paese asiatico. Nonostante l’aumento dei dazi al 35% da luglio, a settembre gli arrivi sono tornati su livelli significativi.
Nel complesso, i dati confermano la crescente integrazione commerciale tra le due economie e soprattutto la centralità dell’agroalimentare brasiliano negli approvvigionamenti cinesi, con soia, carni e materie prime per mangimi che rappresentano componenti fondamentali di un interscambio sempre più rilevante per gli equilibri del commercio internazionale.


















