Prezzi e dati dei clienti, Walmart difende la propria strategia

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Walmart respinge le accuse sui prezzi personalizzati e porta lo scontro con Groundwork Collaborative sul terreno delle dichiarazioni pubbliche e dei brevetti. Il gruppo statunitense sostiene di non utilizzare i dati dei clienti per aumentare i prezzi e di non voler impiegare le etichette elettroniche per applicare rincari legati al singolo consumatore o alle condizioni del momento. L’organizzazione guidata da Lindsay Owens contesta invece la coerenza tra queste rassicurazioni e le tecnologie sviluppate dall’azienda.

La presa di posizione più diretta è arrivata il 5 ottobre con una lettera di Dan Bartlett, vicepresidente esecutivo per gli affari societari di Walmart, indirizzata a Owens. Il dirigente ha chiesto una rettifica pubblica, sostenendo che le sue dichiarazioni abbiano alimentato l’idea che la catena utilizzi, o si prepari a utilizzare, informazioni personali e variazioni meteorologiche per far pagare di più la spesa. Walmart ribadisce che reddito, abitudini di acquisto, urgenza e disponibilità a spendere non determinano prezzi individuali.

Owens ha risposto nello stesso giorno, attribuendo all’azienda la responsabilità della confusione. Secondo la presidente e amministratrice delegata di Groundwork Collaborative, Walmart fornirebbe indicazioni differenti ai consumatori, agli investitori e all’ufficio statunitense dei brevetti. L’organizzazione ha pubblicato un’analisi, firmata da Owens ed Elizabeth Pancotti, che esamina diverse soluzioni tecnologiche brevettate dal gruppo e ne sottolinea le possibili applicazioni nella profilazione dei clienti e nella definizione dei prezzi. Si tratta della lettura proposta da Groundwork, contestata dal retailer.

Al centro della controversia figura un brevetto concesso nel 2023 sul controllo a distanza delle etichette elettroniche. La documentazione descrive la possibilità di modificare dinamicamente i prezzi sulla base delle informazioni sul carrello raccolte attraverso sistemi di scansione autonoma dei prodotti. Interpellato da Retail Dive, un portavoce di Walmart ha affermato che il brevetto riguarda un impiego possibile della tecnologia e che l’azienda non lo utilizzerà né lo rinnoverà.

La distinzione tra capacità tecnica e applicazione commerciale costituisce il punto centrale della difesa aziendale. Per Walmart, l’esistenza di un brevetto non dimostra che una soluzione sia stata introdotta nei negozi o inserita nei programmi futuri. Groundwork ritiene invece che gli investimenti necessari per sviluppare e brevettare questi strumenti rendano legittimo interrogarsi sulle intenzioni del gruppo.

Il confronto coinvolge anche Sparky, l’assistente basato sull’intelligenza artificiale. Walmart respinge l’ipotesi che venga impiegato per far pagare di più gli stessi articoli e sostiene che un valore medio del carrello più elevato non dimostri l’applicazione di prezzi maggiorati ai suoi utilizzatori.

La disputa tocca un elemento centrale del posizionamento della catena, costruito sulla promessa di prezzi bassi ogni giorno. Per la distribuzione, il caso riporta al centro il rapporto tra innovazione, trasparenza e fiducia dei consumatori: strumenti capaci di aggiornare rapidamente i prezzi richiedono spiegazioni chiare sul loro funzionamento e sull’effettivo utilizzo dei dati.

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