San Pellegrino e Perrier attirano il private equity: partita aperta per la quota Nestlé

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Entra nel vivo la partita per la cessione di una quota del business europeo delle acque di Nestlé, con i principali fondi di private equity che avanzano nella fase successiva del processo competitivo. Secondo quanto riportato dal Financial Times, Clayton, Dubilier & Rice (CD&R), KKR e PAI Partners sarebbero tra i soggetti ammessi al nuovo round di offerte per acquisire una partecipazione del 50% nella divisione.

L’operazione potrebbe valorizzare il business intorno ai 5 miliardi di euro, confermando l’attrattività del segmento acque minerali, soprattutto nel posizionamento premium. Tra gli interessati figura anche Platinum Equity, che avrebbe partecipato alle fasi preliminari del dossier. Al momento non ci sono conferme ufficiali: Nestlé, KKR, PAI Partners e Platinum Equity non hanno commentato, mentre CD&R ha preferito non rilasciare dichiarazioni. Anche Reuters non ha potuto verificare in modo indipendente le indiscrezioni.

Il perimetro della possibile cessione riguarda marchi di primo piano come San Pellegrino, Perrier e Acqua Panna, asset che rappresentano uno dei pilastri dell’offerta premium del gruppo svizzero e che continuano a beneficiare di una forte riconoscibilità internazionale. La multinazionale starebbe lavorando da mesi alla valorizzazione della divisione, con l’obiettivo di cedere una quota mantenendo però una presenza nel capitale, in linea con una strategia che punta a ottimizzare il portafoglio e a liberare risorse per segmenti a maggiore crescita. Nel processo di vendita, Rothschild & Co assiste Nestlé, confermando la rilevanza strategica dell’operazione e la complessità di un dossier che coinvolge brand iconici e mercati maturi.

L’interesse dei fondi evidenzia una tendenza più ampia nel settore food & beverage, dove gli investitori finanziari puntano su marchi consolidati, con forte posizionamento e capacità di difendere i margini anche in contesti inflattivi. Per Nestlé, la cessione di una quota del business acque si inserisce in un percorso più ampio di razionalizzazione e focalizzazione strategica, già avviato negli ultimi anni. Le prossime settimane saranno decisive per capire l’esito della gara e l’eventuale ingresso di nuovi partner finanziari in un segmento chiave del mercato europeo delle acque minerali.

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