Settore vinicolo sotto pressione, Amorim Cork tiene i volumi e investe 6,5 milioni a Conegliano

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In un 2025 segnato da una contrazione diffusa lungo tutta la filiera vitivinicola, Amorim Cork Italia archivia l’esercizio con 74 milioni di euro di fatturato, in flessione del 4,5% rispetto al 2024, ma con volumi di tappi venduti sostanzialmente stabili, un dato che assume particolare rilievo in un mercato dove molte aziende hanno ridotto le produzioni. La tenuta dei volumi rappresenta infatti un segnale di solidità industriale e commerciale, soprattutto alla luce di un cambiamento significativo nel mix di consumo, con la domanda che si è progressivamente spostata dai vini rossi da invecchiamento, tradizionalmente associati a tappi monopezzo di fascia alta, verso vini bianchi e rosati, più orientati all’utilizzo di tappi tecnici e caratterizzati da un prezzo medio inferiore.

“Il 2025 è stato un anno impegnativo per tutta la filiera del vino, ma anche un anno in cui abbiamo dimostrato la nostra resilienza” commenta Carlos Veloso dos Santos, Amministratore Delegato di Amorim Cork Italia, sottolineando come l’azienda abbia mantenuto i volumi mentre altri operatori hanno rallentato, consolidando così il rapporto di fiducia con la clientela. In parallelo ai risultati economici, la società ha completato il raddoppio della sede di Conegliano con un investimento di 6,5 milioni di euro, un segnale concreto di fiducia nel futuro del vino italiano e nella centralità del territorio veneto, cuore pulsante di denominazioni strategiche come il Prosecco.

L’azienda non si limita a reagire alle trasformazioni del mercato, ma punta ad anticiparle attraverso una gamma di soluzioni sviluppate per intercettare le nuove tendenze di consumo, dal ricambio generazionale ai vini No e Low alcol, fino all’evoluzione dei prodotti fermi e frizzanti. Tra le innovazioni spiccano la nuova linea di tappi monopezzo Selezione 1870, il tappo dedicato esclusivamente al Prosecco nelle versioni DOC e DOCG, Helix per i vini giovani, ALO per i vini a basso o nullo contenuto alcolico e XPUR, caratterizzato da tecnologia supercritica e da un’elevata neutralità sensoriale, sempre più apprezzata dal mercato.

Il contesto resta complesso e condizionato da tensioni geopolitiche, inflazione, riduzione del potere d’acquisto e nuove restrizioni normative, cui si aggiungono la pressione del cambiamento climatico e l’evoluzione degli stili di vita, con una crescente attenzione ai temi salutistici. Determinante, inoltre, la performance del mercato statunitense, principale sbocco dell’export vinicolo italiano, che nel corso del 2025 ha registrato non solo l’effetto dei dazi ma anche un calo strutturale dei consumi, con ripercussioni sull’intera catena del valore. In questo scenario, Amorim Cork Italia, forte di 75 dipendenti e di una rete tecnico-commerciale capillare sul territorio nazionale, conferma la propria leadership nel mercato domestico e il ruolo di principale filiale del Gruppo Amorim.

Il gruppo, primo produttore mondiale di tappi in sughero, copre il 45% del mercato globale del comparto e il 28% del mercato mondiale delle chiusure per vino, con 61 filiali e una presenza commerciale in oltre 100 Paesi. Accanto all’innovazione di prodotto, resta centrale la sostenibilità ambientale, con particolare attenzione alla tutela delle foreste da sughero e allo sviluppo di modelli di economia circolare, come la linea SUBER realizzata con granina riciclata proveniente dal progetto ETICO. Un impegno che si estende anche alle politiche interne, con iniziative di work-life balance volte a valorizzare le risorse umane e rafforzare il senso di appartenenza alla “famiglia” Amorim. Il 2025 si chiude dunque con numeri in lieve arretramento ma con fondamentali solidi e una strategia orientata al medio-lungo periodo, con l’obiettivo dichiarato di tornare a crescere accompagnando l’evoluzione del vino e consolidando il posizionamento come partner di riferimento per qualità, innovazione e sostenibilità.

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