Unilever cresce grazie ai volumi e accelera sul riassetto con separazione del Foods e focus sull’home e personal care

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Unilever ha chiuso il primo trimestre con una crescita organica delle vendite del 3,8%, sostenuta soprattutto dai volumi, in aumento del 2,9%, mentre il contributo dei prezzi si limita allo 0,9%, segnale di una domanda che torna a rafforzarsi in un contesto ancora incerto. Un risultato che riflette un’espansione diffusa tra le diverse categorie, con i cosiddetti “Power Brands” a trainare la performance: queste marche chiave registrano infatti una crescita organica del 5%, accompagnata da un incremento dei volumi del 4%. La dinamica appare particolarmente significativa perché indica un rafforzamento strutturale della domanda più che un semplice effetto inflattivo, con l’azienda che continua a puntare su innovazione e posizionamento premium.

Dal punto di vista geografico, la crescita resta guidata dai mercati emergenti, che segnano un +5,7% con un forte contributo dei volumi, mentre i mercati sviluppati mostrano un andamento più contenuto ma comunque resiliente, con un +1%. In particolare, spiccano le performance dell’India, che cresce del 7%, e il recupero dell’America Latina, dove le azioni correttive adottate negli ultimi mesi iniziano a dare risultati concreti. Più complessa invece la situazione europea, dove la domanda rimane debole e incide sul rallentamento complessivo dei mercati maturi.

A livello di business unit, il comparto Home Care registra la crescita più elevata (+6,1%), interamente guidata dai volumi, mentre Beauty & Wellbeing e Personal Care avanzano rispettivamente del 3,6% e del 3,7%, con un contributo più bilanciato tra prezzi e quantità.
Il segmento Foods cresce del 2,2%, sostenuto in particolare dai condimenti e dalle performance di Hellmann’s, mentre i mercati sviluppati restano piatti a causa di condizioni di consumo meno dinamiche. Il fatturato complessivo si attesta a 12,6 miliardi di euro, in calo del 3,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente: un risultato che riflette l’impatto negativo dei cambi (-7,7%), capace di neutralizzare la crescita organica e gli effetti delle operazioni di portafoglio.

Sul fronte strategico, il gruppo accelera il processo di trasformazione annunciando la combinazione della divisione Foods con McCormick, operazione che mira a creare un player globale nel settore degli aromi e, al contempo, a ridefinire Unilever come operatore focalizzato sull’home e personal care.
L’operazione, attesa entro metà 2027, dovrebbe generare sinergie rilevanti e contribuire a migliorare il profilo di crescita del gruppo nel medio periodo. Parallelamente prosegue il programma di produttività, che ha già raggiunto 750 milioni di euro di risparmi su un obiettivo di 800 milioni entro il 2026, confermando un avanzamento più rapido del previsto.
La strategia di allocazione del capitale resta orientata a sostenere la crescita organica, accompagnata da operazioni mirate di acquisizione e dismissione e da una remunerazione degli azionisti stabile.

In questa direzione si inseriscono anche il dividendo trimestrale, in aumento del 3% rispetto al primo trimestre 2025, e l’avvio di un piano di buyback da 1,5 miliardi di euro, che dovrebbe concludersi entro luglio 2026. Per l’intero esercizio, Unilever conferma la guidance, prevedendo una crescita organica delle vendite nella fascia bassa del range pluriennale compreso tra il 4% e il 6%, con un incremento dei volumi di almeno il 2%. Atteso inoltre un miglioramento, seppur moderato, del margine operativo rispetto al 20% registrato nel 2025.

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