Areté: scorte in crescita per l’olio di palma, riso italiano in lieve calo

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Le quotazioni dell’olio di palma restano sostanzialmente stabili nel mese di luglio, sia a Bursa Malaysia sia sul mercato di Rotterdam. Il quadro, però, continua a essere condizionato da segnali contrastanti tra disponibilità, domanda e rischio climatico.

In Malesia, la produzione di giugno è aumentata dell’8% rispetto a maggio, raggiungendo 1,64 milioni di tonnellate. Le scorte sono salite a 2,54 milioni di tonnellate, il 25% in più rispetto allo stesso mese del 2025.

La situazione appare meno abbondante in Indonesia. A maggio, gli stock risultavano inferiori del 22% rispetto alla media degli ultimi tre anni. Nello stesso periodo le esportazioni sono diminuite del 32% su base annua, mentre i consumi interni sono cresciuti del 2%.

Anche la domanda internazionale mostra andamenti differenziati. Le importazioni cinesi di giugno sono diminuite del 46% rispetto al 2025, pur mantenendo un incremento del 16% nel complesso del primo semestre. Nell’Unione europea, gli acquisti cumulativi di luglio risultano inferiori del 20% rispetto alla media delle ultime tre campagne e dell’1% su base annua.

Il principale elemento di incertezza arriva dal clima. Le previsioni indicano una probabilità del 97% che El Niño persista fino all’inizio della primavera 2027 e dell’81% che raggiunga un’intensità molto elevata tra ottobre e dicembre. Un’evoluzione che potrebbe incidere sulla produttività delle piantagioni in Indonesia e Malesia.

Sul fronte del riso, l’aggiornamento di Ente Risi per la campagna italiana 2026/27 stima una superficie complessiva di 233.500 ettari, in calo dello 0,5% rispetto al 2025 e dello 0,2% rispetto al sondaggio pubblicato a febbraio.

La riduzione non è però uniforme tra le diverse tipologie. Le superfici dedicate a Lungo A e Medio scendono complessivamente a 116.100 ettari, con una contrazione dell’11,8% su base annua. All’interno del segmento, il Lungo A arretra del 7,9%, mentre il Medio registra un calo molto più marcato, pari al 47,5%.

Anche il Lungo B diminuisce del 13,9%, attestandosi a 39.850 ettari. In controtendenza il Tondo, che raggiunge 77.550 ettari e cresce del 36,5% rispetto al 2025.

La revisione conferma quindi uno spostamento significativo delle intenzioni di semina verso il Tondo. Areté prevede tuttavia per il 2026 una riduzione complessiva delle superfici dell’1,6%, più accentuata rispetto alla stima di Ente Risi.

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