La produzione brasiliana di soia ha raggiunto nel 2025 il nuovo massimo storico di 165,3 milioni di tonnellate, registrando una crescita del 14,4% rispetto all’anno precedente e confermando il ruolo centrale del Paese nel mercato mondiale della principale coltura oleaginosa. A indicarlo sono i risultati della ricerca Produção Agrícola Municipal, realizzata dall’Instituto Brasileiro de Geografia e Estatística, secondo quanto riportato dall’ufficio ICE di San Paolo, che evidenziano un progresso sostenuto sia dei volumi raccolti sia del valore economico generato dal comparto.
Il valore della produzione brasiliana di soia è infatti salito a 315,2 miliardi di reais, equivalenti a circa 52,6 miliardi di euro, con un incremento del 21,1% rispetto al 2024, superiore alla crescita registrata dall’insieme delle colture agricole prese in esame. Complessivamente, le produzioni monitorate dall’IBGE hanno generato un valore di 927,2 miliardi di reais, in aumento del 18,4% su base annua, mentre la sola soia ha rappresentato circa il 34% del totale, confermandosi la coltura economicamente più importante dell’agricoltura brasiliana.
Il risultato è stato sostenuto non soltanto dall’ampliamento delle superfici, ma soprattutto dal significativo miglioramento delle rese, favorito dalle condizioni produttive riscontrate nelle principali regioni agricole del Paese. Nel corso dell’anno la superficie destinata alla soia è aumentata del 3,1%, proseguendo un’espansione che negli ultimi anni ha interessato numerose aree del Brasile centrale e meridionale, dove la coltura riveste un ruolo determinante per l’economia locale. La produttività media è invece cresciuta del 10,3%, raggiungendo 3.470 chilogrammi per ettaro, un dato che spiega gran parte dell’aumento complessivo del raccolto e che segnala una maggiore efficienza nell’impiego dei terreni disponibili.
Il Mato Grosso si conferma il principale polo brasiliano della soia e il primo Stato per valore della produzione, con 90,3 miliardi di reais generati nel 2025, grazie all’ampiezza delle superfici coltivate e alla presenza di una filiera agricola fortemente specializzata.Alle sue spalle si collocano Paraná, Goiás e Rio Grande do Sul, territori che mantengono un peso rilevante nella geografia produttiva nazionale, pur presentando caratteristiche climatiche, strutturali e logistiche differenti. Il nuovo record rafforza la posizione del Brasile tra i maggiori produttori ed esportatori mondiali di soia, materia prima destinata soprattutto all’alimentazione animale, alla produzione di oli vegetali e, in misura crescente, alla filiera dei biocarburanti.
L’aumento dell’offerta brasiliana potrebbe incidere sugli equilibri internazionali, condizionando le quotazioni e la competizione con gli altri grandi Paesi produttori, in particolare Stati Uniti e Argentina. Alla crescita produttiva si accompagnano tuttavia le consuete sfide legate ai costi logistici, alla capacità di stoccaggio, alla disponibilità delle infrastrutture portuali e alla necessità di coniugare l’espansione agricola con gli obiettivi di sostenibilità ambientale. I dati dell’IBGE descrivono comunque un comparto in forte sviluppo, capace di incrementare contemporaneamente superfici, rese e valore economico, consolidando la soia come principale motore dell’agricoltura brasiliana e come una delle voci più importanti delle esportazioni del Paese.



















