Export e Parmacotto spingono la corsa di GranTerre: ricavi in crescita dell’11,8% e oltre tre milioni ai soci

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La crescita dell’export, l’integrazione di Parmacotto e una strategia di espansione che guarda ai mercati internazionali spingono GranTerre verso un nuovo record. Il gruppo agroalimentare emiliano ha chiuso il 2025 con un fatturato di 1,866 miliardi di euro, in aumento dell’11,8%, mentre il Consorzio Granterre ha approvato un bilancio che consentirà di redistribuire oltre 3 milioni di euro tra dividendi e ristorni ai soci conferenti, confermando la solidità del modello cooperativo che rappresenta una delle principali filiere italiane del Parmigiano Reggiano.

L’assemblea dei soci del Consorzio Granterre, riunita a Modena, ha approvato il bilancio 2025 e confermato Enrico Manni alla presidenza per il prossimo triennio, insieme al vicepresidente Kristian Minelli. Il consorzio, che coinvolge 706 soci conferenti e controlla il Gruppo GranTerre, ha registrato ricavi pari a 339,2 milioni di euro e un utile netto di 4,6 milioni, con un patrimonio netto salito a 150,1 milioni di euro. I risultati hanno permesso di destinare ai soci 3,026 milioni di euro tra dividendi e ristorni sui conferimenti, aggiuntivi rispetto ai corrispettivi già riconosciuti nel corso dell’anno. Sul fronte mutualistico, l’attività svolta con i soci ha rappresentato il 94,67% del totale, mentre le forme di Parmigiano Reggiano conferite nel 2025 hanno superato quota 522 mila.

A sostenere la performance è stato soprattutto il Gruppo GranTerre, che controlla Caseifici GranTerre e Salumifici GranTerre e riunisce marchi come Parmareggio, Parmacotto, Casa Modena, Senfter, Agriform, Alcisa, Teneroni e LiberaMente. Le vendite all’estero hanno raggiunto 584 milioni di euro, con una crescita del 15,4%, confermando il ruolo sempre più centrale dei mercati internazionali nello sviluppo del gruppo. Caseifici GranTerre ha chiuso l’esercizio con ricavi pari a 945,5 milioni di euro, in aumento del 14,8%, e un export cresciuto del 18,4% fino a 328,3 milioni. Salumifici GranTerre ha invece raggiunto 987,3 milioni di euro di fatturato, in progresso del 9,4%, con vendite estere salite a 273,3 milioni di euro (+12,6%).

Tra le operazioni strategiche del 2025 spicca la business combination tra Salumifici GranTerre e Parmacotto, che ha dato vita a uno dei principali poli italiani nel settore dei salumi, dei prosciutti cotti e dei piatti pronti di marca. Nello stesso periodo il gruppo ha inoltre acquisito il 40% della società spagnola Hispano Italiana de Charcuteria, rafforzando la propria presenza sul mercato iberico. Un ulteriore passo nel percorso di crescita arriverà nel 2026 con l’ingresso della Fondazione Enpaia nel capitale di GranTerre. L’ente previdenziale agricolo investirà 10 milioni di euro nella capogruppo, sostenendo i futuri programmi di sviluppo legati all’espansione internazionale, alla digitalizzazione e al rafforzamento delle attività di marketing e valorizzazione dei marchi.

Come ha sottolineato il presidente Enrico Manni, i risultati ottenuti confermano la capacità del modello cooperativo di generare valore lungo tutta la filiera agroalimentare. Una base solida da cui il gruppo intende partire per affrontare un 2026 che si preannuncia complesso sul piano geopolitico, ma che GranTerre guarda con fiducia grazie al rafforzamento industriale e alla crescente presenza sui mercati esteri.

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