Ad aprile 2026 il fatturato dell’industria italiana registra un lieve incremento congiunturale dello 0,3% in valore, ma una diminuzione dell’1,0% in volume, confermando un andamento che riflette una crescita delle vendite in termini monetari senza un corrispondente aumento delle quantità prodotte. È quanto emerge dall’ultima rilevazione Istat sul fatturato dell’industria e dei servizi.
Per il comparto alimentare il dato assume particolare rilevanza poiché la produzione di alimenti e bevande rientra nei beni di consumo non durevoli, categoria che ad aprile evidenzia un calo congiunturale dello 0,4% e una flessione tendenziale del 3,9% in valore. Si tratta del segmento che mostra le maggiori difficoltà all’interno dei beni di consumo, in controtendenza rispetto alla crescita registrata dall’industria nel suo complesso.
Nel dettaglio, il mercato interno continua a sostenere il sistema manifatturiero con un incremento dello 0,8% in valore rispetto a marzo, mentre il mercato estero registra una flessione dello 0,6%. In termini di volume, invece, entrambi i mercati risultano in diminuzione, rispettivamente dell’1,2% e dello 0,7%, segnale di una domanda ancora prudente.
L’analisi del trimestre febbraio-aprile mostra comunque un quadro leggermente più favorevole: il fatturato industriale cresce del 2,0% in valore rispetto ai tre mesi precedenti, mentre i volumi arretrano dello 0,5%. Anche in questo caso emerge una distanza tra crescita del giro d’affari e reale espansione della produzione.
Su base annua, il fatturato dell’industria aumenta del 3,2% in valore ma diminuisce dello 0,6% in volume. Il mercato interno registra un incremento del 3,5% in valore accompagnato da un calo dello 0,9% nei volumi, mentre sui mercati esteri il fatturato cresce del 2,6% con volumi sostanzialmente stabili.
Tra i principali raggruppamenti industriali, l’energia continua a trainare la crescita con un aumento tendenziale del 37,1%, mentre i beni intermedi segnano un +4,7% e i beni strumentali un +0,8%. L’unica flessione riguarda proprio i beni di consumo, che nel loro complesso registrano un calo del 3,5%, evidenziando un contesto ancora complesso per i settori legati ai consumi delle famiglie, compreso quello alimentare.
Secondo l’Istat, la crescita congiunturale dell’industria è stata determinata soprattutto dall’andamento positivo delle vendite sul mercato interno, ma continua a essere accompagnata da una riduzione dei volumi. Una dinamica che conferma come la ripresa del fatturato non si traduca ancora in un’effettiva accelerazione della produzione e dei consumi reali.



















