Pomodoro da industria, l’irrigazione si controlla da remoto

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L’irrigazione del pomodoro da industria entra in una nuova fase di sperimentazione. Finaf e Canale Emiliano Romagnolo stanno testando all’Acqua Campus di Budrio un sistema che integra irrigazione a goccia intermittente, supporto decisionale e controllo automatizzato da remoto.

Il progetto, avviato nel 2024, introduce nel 2026 centraline collegate alle elettrovalvole installate in campo. L’apertura e la chiusura dei diversi settori possono essere programmate da smartphone o da altri dispositivi connessi, riducendo gli interventi manuali e rendendo più rapida la risposta alle condizioni del suolo e all’andamento meteorologico.

La nuova fase parte dai risultati ottenuti nelle prime due annate. Il confronto con l’irrigazione tradizionale ha mostrato che la goccia intermittente, supportata dai sistemi Irriframe e Fert-Irrinet, può ridurre i consumi idrici fino al 30% senza penalizzare la produzione.

Le prove hanno evidenziato anche benefici sul piano agronomico e ambientale: circa 60 chilogrammi di nitrati per ettaro non dispersi e una riduzione del 50% dei casi di marciume apicale. Calibro, grado Brix e uniformità dei frutti sono rimasti coerenti con gli standard richiesti dall’industria di trasformazione.

«Dopo aver verificato che irrigazione intermittente e DSS possono ridurre il consumo d’acqua senza compromettere resa e qualità, vogliamo rendere queste soluzioni più semplici da utilizzare», spiega Riccardo Ercoli di Finaf. Il controllo da remoto consente infatti di tradurre le indicazioni agronomiche in interventi più precisi e di gestire con maggiore flessibilità lavoro e imprevisti.

La campagna 2026 si è aperta con precipitazioni limitate e temperature elevate, condizioni che aumentano la necessità di modulare tempestivamente gli apporti. Il pomodoro da industria è particolarmente sensibile agli stress idrici nelle fasi di sviluppo e maturazione: errori nei tempi o nei volumi possono incidere direttamente su resa e qualità.

«L’automazione non sostituisce la conoscenza agronomica, ma permette di tradurla in interventi tempestivi e controllati», sottolinea Domenico Solimando del CER. La gestione separata dei settori permette di definire durata e frequenza dell’irrigazione e di interrompere gli apporti quando le condizioni lo richiedono.

La prova proseguirà fino al termine della stagione, quando saranno disponibili i dati definitivi. L’obiettivo è verificare non soltanto l’efficienza idrica, ma anche la reale applicabilità del sistema nelle aziende agricole.

Per la filiera del pomodoro, il valore della sperimentazione sta proprio nella combinazione tra sostenibilità e gestione operativa. Ridurre gli sprechi, proteggere la qualità della produzione e semplificare il lavoro in campo sono le condizioni necessarie perché l’innovazione possa uscire dalla fase sperimentale e diventare uno strumento competitivo.

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