Barry Callebaut archivia i primi nove mesi dell’esercizio 2025/26 con segnali di miglioramento dopo oltre due anni di difficoltà. Il gruppo svizzero, leader mondiale nelle soluzioni a base di cioccolato e cacao, ha registrato un ritorno alla crescita dei volumi nel terzo trimestre, pur mantenendo un quadro di mercato ancora complesso.
Nei primi nove mesi dell’esercizio, conclusi il 31 maggio 2026, i volumi complessivi sono diminuiti del 2,8%, attestandosi a 1,56 milioni di tonnellate. Tuttavia, il terzo trimestre ha segnato un’inversione di tendenza con un incremento del 5,7%, il primo dato positivo dopo oltre due anni.
Anche il business del cioccolato ha mostrato segnali di ripresa. I volumi sono diminuiti del 2,3% nei nove mesi, ma nel terzo trimestre sono tornati in territorio positivo con un +3,2%, sostenuti dalla forte crescita nell’area Asia-Pacifico, Medio Oriente e Africa (AMEA) e dal progressivo ripristino dei livelli di servizio in Nord America.
Il contesto di mercato rimane comunque difficile. Secondo Nielsen, il mercato globale del cioccolato ha registrato una contrazione del 4,4% nel terzo trimestre, dopo un calo del 5,6% nei primi nove mesi, confermando una domanda ancora debole.
Il comparto Global Cocoa ha registrato una flessione del 4,9% nei nove mesi, ma nel terzo trimestre la crescita è balzata al 18%, favorita dalla correzione dei prezzi del cacao avvenuta all’inizio dell’anno, che ha rilanciato gli acquisti e favorito anche alcune operazioni di ricostituzione delle scorte.
Sul fronte geografico, l’area AMEA è risultata la migliore con una crescita dei volumi del 10,3%, grazie ai guadagni di quota in Cina, alla continua espansione in India e a nuovi contratti in Australia.
L’Europa centrale e orientale ha limitato il calo allo 0,7%, mentre l’Europa occidentale ha registrato una flessione del 2,5%, tornando però leggermente positiva nel terzo trimestre. In America Latina i volumi sono diminuiti dell’1,2%, mentre il Nord America ha chiuso con un calo del 7,6%, penalizzato dai problemi di approvvigionamento della prima parte dell’anno, ma con una ripresa della domanda negli ultimi mesi.
I ricavi hanno raggiunto 9,56 miliardi di franchi svizzeri, in diminuzione del 9,5% a cambi costanti e del 12,7% in franchi svizzeri, principalmente per l’effetto del calo dei prezzi del cacao e del conseguente ridimensionamento dei prezzi di vendita.
Nel mese di giugno il gruppo ha inoltre avviato il piano strategico Focus for Growth, destinato a rafforzare la competitività dell’azienda attraverso una maggiore autonomia delle regioni, una struttura organizzativa più agile e un migliore coordinamento commerciale.
Nell’ambito della riorganizzazione, dal 1° settembre 2026 i cluster Medio Oriente e Nord Africa e Sud-Est/Ovest Africa passeranno dalla regione AMEA a quella dell’Europa centrale e orientale, che assumerà la nuova denominazione CEMEA, mentre AMEA diventerà APAC.
Sempre a giugno Barry Callebaut ha completato il riacquisto di obbligazioni per 849 milioni di euro, operazione che consentirà di ridurre l’indebitamento, migliorare gli indicatori finanziari e contenere i costi di finanziamento, pur comportando un onere straordinario di circa 15 milioni di franchi nell’esercizio in corso.
Per l’intero anno fiscale 2025/26 il gruppo prevede ora una diminuzione dei volumi intorno all’1%, confermando al tempo stesso una riduzione dell’EBIT ricorrente nell’ordine della “mid-teens” a cambi costanti e l’obiettivo di portare il rapporto debito netto/Ebitda ricorrente sotto quota 3.
Il CEO Hein Schumacher ha sottolineato come il ritorno alla crescita dei volumi rappresenti un segnale incoraggiante, pur riconoscendo che la ripresa del mercato del cioccolato sarà graduale e che il gruppo continuerà a concentrarsi sul rafforzamento delle proprie basi industriali e commerciali per riconquistare quote di mercato e sostenere una crescita redditizia nel lungo periodo.



















