Le difficoltà del mercato nordamericano pesano sui conti di Bonduelle, che chiude l’esercizio terminato a giugno con una perdita delle attività continuative di 16,9 milioni di euro, rispetto all’utile di 19,7 milioni registrato un anno prima. Sul risultato del gruppo francese, attivo nelle conserve, nei surgelati e nei vegetali freschi, incide una svalutazione di 35 milioni di euro legata alle criticità del comparto dei prodotti freschi pronti al consumo in Nord America.
Il risultato operativo si è ridotto da 73 a 32,3 milioni di euro. Oltre alla svalutazione, Bonduelle ha sostenuto costi per l’ottimizzazione della logistica negli Stati Uniti e per interventi di ristrutturazione e riorganizzazione, portando gli oneri non ricorrenti complessivi a 47,3 milioni. Il margine operativo corrente è sceso al 3,6%, contro il 3,8% dell’esercizio precedente.
I ricavi del gruppo, che comprende anche i marchi Cassegrain e Globus, si sono attestati a 2,18 miliardi di euro, in calo dello 0,8% a valori riportati, ma in crescita dello 0,4% a perimetro e cambi comparabili. L’andamento evidenzia una distanza tra l’Europa, che mantiene una dinamica positiva, e le attività extraeuropee, penalizzate soprattutto dal mercato nordamericano.
In Europa, da cui proviene il 62,8% del fatturato complessivo, le vendite sono aumentate dell’1,3% a 1,37 miliardi di euro. La divisione extraeuropea, che rappresenta il restante 37,2%, ha invece registrato una flessione del 4,1%, fermandosi a 814 milioni.
In Nord America i ricavi sono diminuiti del 5,6% a valori comparabili e del 12,4% a valori riportati. Il gruppo richiama condizioni di mercato ancora difficili, gli effetti dell’inflazione e le criticità agricole che hanno compromesso la disponibilità di materie prime. In questo contesto, il canale della ristorazione ha mostrato un andamento positivo, con vendite in aumento del 9,4%.
Segnali di crescita arrivano anche dalle altre aree della divisione extraeuropea: Eurasia, mercati di esportazione e Mercosur hanno registrato complessivamente un incremento dell’8,7% a valori comparabili. Per categoria, le conserve sono cresciute del 3,5% e i surgelati del 2%, mentre i prodotti freschi trasformati hanno subito una contrazione del 4,1%.
L’amministratore delegato Xavier Unkovic attribuisce le difficoltà dell’esercizio all’accumularsi di diversi fattori esterni. Tra questi indica la pressione delle importazioni di mais dolce cinese sui volumi e sui prezzi di vendita, l’aumento dei costi energetici legato alle tensioni geopolitiche e gli effetti dell’eccezionale ondata di calore sulle rese agricole del raccolto 2026.
Secondo il vertice aziendale, queste condizioni hanno rallentato il recupero della redditività e ostacolato temporaneamente l’attuazione del piano, senza modificare i fondamenti della strategia. Il quadro si accompagna a interventi sul perimetro industriale: nel novembre precedente Bonduelle ha concordato la vendita di uno stabilimento brasiliano a Stella d’Oro Alimentos, mentre nel luglio 2025 ha completato la cessione delle attività francesi nelle insalate confezionate al gruppo LSDH.



















