DIA porta le vendite a 2,9 miliardi, freschi e private label crescono del 14%

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DIA chiude il primo semestre 2026 con vendite in crescita a doppia cifra, una maggiore redditività e un debito in diminuzione, mentre il rafforzamento sul mercato spagnolo si accompagna all’espansione della rete e al contributo dei prodotti freschi e a marchio proprio. Le vendite lorde riportate dalla catena raggiungono 2,9 miliardi di euro, in aumento dell’11,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, con un secondo trimestre che registra un incremento del 12,1%.

In Spagna, secondo i dati NielsenIQ citati dall’azienda, DIA cresce a un ritmo superiore al doppio di quello del mercato e guadagna 26 punti base di quota, equivalenti a 0,26 punti percentuali, confermando la posizione di quarto operatore nazionale della distribuzione. Un andamento che si inserisce in un semestre caratterizzato anche dal miglioramento dei principali indicatori economici.

L’Ebitda rettificato, il margine operativo lordo depurato dalle componenti straordinarie, sale del 17% a 160 milioni di euro, mentre la relativa marginalità raggiunge il 6,5%, con un progresso di 31 punti base. L’utile netto si attesta a 51 milioni di euro, in crescita del 6,4%; escludendo dal confronto il beneficio fiscale una tantum contabilizzato nell’esercizio precedente, l’incremento del risultato netto sottostante raggiunge il 30%.

La generazione di cassa operativa, pari a 172 milioni di euro, consente alla società di ridurre del 18% il debito finanziario netto, sceso a 206 milioni. Il rapporto tra indebitamento netto ed Ebitda si porta così a 0,6 volte, offrendo alla catena maggiore spazio finanziario per sostenere lo sviluppo della rete.

Nei primi sei mesi DIA ha inaugurato 58 negozi e ne ha chiusi dieci, con un saldo positivo di 48 punti vendita che avvicina l’azienda all’obiettivo di cento aperture nette entro la fine dell’anno. L’espansione procede insieme al consolidamento del programma fedeltà Club DIA, al quale è riconducibile il 57% delle vendite complessive, con una crescita del 12,7% su base annua delle vendite associate al programma.

Sul fronte dell’assortimento, i prodotti freschi e quelli a marchio proprio registrano entrambi un incremento delle vendite del 14%, superiore alla crescita complessiva riportata dalla catena. Due componenti che assumono quindi un peso rilevante nei risultati commerciali del semestre e nel rapporto con la clientela.

Più complesso il quadro argentino, dove i volumi venduti diminuiscono del 4,6% e le vendite lorde espresse in euro scendono del 12,4%, a 722 milioni. Su questo risultato pesa soprattutto l’effetto valutario, legato a un apprezzamento dell’euro del 37,4% rispetto al peso argentino, che penalizza la conversione dei ricavi.

Nonostante la contrazione, il controllo dei costi e le misure di efficienza permettono a DIA Argentina di migliorare di 30 punti base il margine Ebitda rettificato. La divisione chiude inoltre il periodo con una posizione di cassa netta positiva per 40 milioni di euro e un guadagno di dieci punti base nella quota di mercato.

Commentando i risultati, l’amministratore delegato del gruppo Martín Tolcachir ha sottolineato come DIA continui a crescere in modo redditizio, rafforzando l’espansione organica, l’efficienza operativa e la disciplina finanziaria. Il semestre delinea così un andamento differenziato tra i due mercati, con la crescita spagnola e la tenuta dei margini in Argentina al centro delle prospettive della catena.

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