Morrisons e Sainsbury’s hanno discusso una possibile fusione che avrebbe modificato gli equilibri della grande distribuzione britannica, creando un gruppo con una quota di mercato vicina a quella di Tesco. A rivelarlo è il Financial Times, secondo cui i colloqui sono iniziati nel novembre 2025 e sono proseguiti fino al febbraio 2026, prima che Sainsbury’s decidesse di interrompere il confronto.
Il quotidiano, citando persone a conoscenza del dossier, riferisce tuttavia che la possibilità di riprendere le trattative rimane aperta. Al momento non risulta raggiunto alcun accordo e le due aziende hanno rifiutato di commentare le informazioni raccolte dal giornale.
L’eventuale operazione riunirebbe il secondo e il quinto operatore del mercato alimentare britannico. Secondo i dati Numerator riportati, Sainsbury’s detiene una quota del 15,2%, mentre Morrisons si attesta all’8,4%. La somma delle rispettive quote raggiungerebbe quindi il 23,6%, avvicinandosi al 27,8% di Tesco e delineando un concorrente di dimensioni considerevoli per il leader del settore.
Per Morrisons, il confronto si inserisce in una fase di riorganizzazione finalizzata al recupero della redditività. Nei risultati comunicati ad agosto, la catena ha registrato una perdita prima delle imposte di 629 milioni di sterline, nonostante un incremento dei ricavi del 2,8%, a 15,7 miliardi. La crescita delle vendite non è dunque bastata a riportare in equilibrio i conti.
Tra le iniziative considerate per migliorare i risultati figura anche lo sviluppo dell’attività produttiva. A maggio, secondo quanto riportato dal Telegraph, Morrisons era in trattativa per fornire a supermercati concorrenti carne, uova, torte salate e altri alimenti realizzati dalla propria divisione industriale Myton. Un percorso che consentirebbe di ampliare gli sbocchi commerciali della produzione oltre la rete del gruppo.
Il piano di rilancio comprende inoltre interventi sui punti vendita e sulle attività presenti al loro interno. A luglio Morrisons ha avviato la chiusura di 100 negozi nell’ambito delle misure di contenimento dei costi, mentre a settembre è iniziata una vasta operazione di cessione delle farmacie ospitate nei supermercati.
Una fusione con Sainsbury’s rappresenterebbe uno dei passaggi più rilevanti nel consolidamento della distribuzione britannica. Tra i precedenti figurano l’acquisizione di Safeway da parte di Morrisons nel 2004, per 3 miliardi di sterline, e quella del grossista alimentare Booker da parte di Tesco nel 2018, per 3,7 miliardi.
Sainsbury’s aveva già tentato un’operazione di grandi dimensioni con Asda. L’accordo annunciato nell’aprile 2018 prevedeva la nascita di un gruppo con ricavi annui superiori a 51 miliardi di sterline, mantenendo entrambi i marchi e integrando parte dell’organizzazione commerciale e distributiva.
Quel progetto venne però bloccato nell’aprile 2019 dalla Competition and Markets Authority, che riteneva la fusione potenzialmente dannosa per i consumatori, con il rischio di prezzi più alti, minore qualità dei prodotti e un peggioramento dell’esperienza di acquisto. Un precedente che pesa sul quadro competitivo nel quale si colloca anche l’ipotesi Morrisons-Sainsbury’s, rimasta finora allo stadio delle trattative.



















