Kikokà raddoppia la produzione e supera le 10.000 tonnellate, Alberto Raviolo guiderà le vendite

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La produzione di kiwi giallo Kikokà è destinata a più che raddoppiare nella campagna 2026: la stima supera le 10.000 tonnellate, contro le circa 4.400 della scorsa stagione. La raccolta è appena iniziata e le vendite partiranno a metà ottobre, sotto la guida del nuovo direttore commerciale Alberto Raviolo. Per il consorzio, al terzo anno di commercializzazione, l’aumento dei volumi porta con sé una sfida organizzativa: gestire più prodotto, distribuirlo su una stagione più lunga e trovare spazio nei mercati europei ed extraeuropei.

Quarant’anni, piemontese, Raviolo è cresciuto professionalmente nel Gruppo Rivoira, titolare della licenza principale per lo sviluppo mondiale delle varietà Kikokà. Continuerà a occuparsi per il gruppo anche del kiwi Hayward e della frutta estiva, in particolare delle ciliegie. Il nuovo incarico sarà presentato a partner e clienti durante Fruit Attraction, allo stand C19 del padiglione 8.

«Siamo al terzo anno di commercializzazione e con i volumi stimati si rende necessario un salto organizzativo», spiega Raviolo. L’Europa resta il mercato principale, con Italia, Germania e Paesi nordici in primo piano e un’attenzione particolare alla grande distribuzione italiana. Nella fase iniziale delle vendite, affidata alla varietà precoce, Kikokà dovrà confrontarsi con una presenza significativa di kiwi proveniente dall’emisfero Sud. Secondo Raviolo, il lavoro svolto dai produttori con il supporto del team agronomico e la riconoscibilità del marchio potranno sostenere il prodotto sul mercato.

Il consorzio intende intanto avviare nuovi test commerciali nelle Americhe, in Medio Oriente e in Asia. Il cuore della campagna resterà però nella sua seconda parte: il piano prevede di destinare quantitativi importanti ai mesi di febbraio, marzo e aprile. La maggiore produzione consentirà di valutare anche un ampliamento della finestra di vendita nei mesi precedenti.

I kiwi Kikokà sono coltivati in Italia, Grecia, Francia e Spagna. Il consorzio coordina direttamente cinque magazzini, tre in Italia — due per il prodotto convenzionale e uno per il biologico — e due in Grecia; una struttura in Francia servirà inoltre il mercato locale. Per accompagnare la crescita, negli uffici di Bologna è stato organizzato un back office commerciale, mentre sono state inserite nuove figure nell’amministrazione e nell’area tecnica e qualità.

«Ci siamo concentrati sul lavoro qualitativo, per organizzare con sempre più efficienza i produttori e monitorare i diversi lotti», afferma l’amministratore delegato Fabio Zanesco. Il consorzio ha sviluppato un sistema che mette in relazione le caratteristiche dei frutti con la loro conservabilità, così da programmare meglio la distribuzione nel corso della stagione. Ha inoltre nominato un rappresentante fiscale in Grecia, per operare direttamente sul mercato ellenico e nell’export, e ha avviato il percorso per ottenere la certificazione IFS Broker.

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