Latte fresco italiano e filiera tracciata al centro della nuova gamma Plasmon

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Plasmon rilancia la propria gamma latte e punta sulla filiera italiana per rafforzare la presenza in una categoria che, secondo i dati riportati dall’azienda, vale 278 milioni di euro. Il progetto arriva dopo l’ingresso del marchio nel gruppo NewPrinces e riguarda sia l’offerta di prodotti sia la loro riconoscibilità a scaffale.

Il portafoglio comprende latti per l’infanzia, latti crescita destinati ai bambini dai 12 mesi e latti speciali, disponibili in formulazioni liquide e in polvere. L’obiettivo è coprire esigenze diverse nelle varie fasi della crescita, facendo leva sulle competenze di NewPrinces nel settore lattiero-caseario e sull’esperienza maturata da Plasmon nella nutrizione infantile.

Al centro del rilancio c’è il Protocollo Oasi nella Crescita, introdotto dal marchio 45 anni fa per la selezione e il controllo delle filiere. Nel caso del latte, il percorso comincia dagli allevatori aderenti e dalle aziende validate da Plasmon, prosegue con la raccolta e la lavorazione della materia prima e prevede la tracciabilità lungo le diverse fasi produttive.

Per la gamma, Plasmon dichiara di partire da latte fresco italiano. La lavorazione si completa nello stabilimento di Ozzano Taro, in provincia di Parma, dove si trova anche un impianto di atomizzazione dedicato al baby food: qui il latte liquido destinato alle formule in polvere viene trasformato all’interno del sito produttivo.

Una parte rilevante del progetto riguarda i latti crescita. Plasmon mette in evidenza la presenza del postbiotico Nutri-Mune, sviluppato nell’ambito della propria ricerca, insieme alle vitamine A, C e D, a sei oligosaccaridi del latte umano (HiMO) e ai GOS. La nuova identità delle confezioni porta in primo piano questi ingredienti, l’origine italiana del latte e il Protocollo Oasi nella Crescita, con l’intento di rendere più chiari gli elementi della proposta nel momento della scelta a scaffale.

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