L’industria dolciaria spagnola archivia il 2025 con risultati in crescita, confermando la propria solidità in uno scenario economico complesso, caratterizzato dall’aumento dei costi energetici e logistici, dalla volatilità delle materie prime e dalle tensioni commerciali internazionali. Secondo il rapporto annuale di Produlce, l’associazione spagnola del settore, il comparto ha raggiunto un fatturato complessivo di 8,11 miliardi di euro, in aumento del 4,5% rispetto all’anno precedente.
A sostenere la crescita sono stati sia il mercato interno sia soprattutto le esportazioni. Le vendite in Spagna hanno infatti toccato quota 5,45 miliardi di euro, con un incremento dell’1,7%, mentre il giro d’affari all’estero è salito del 10,5%, raggiungendo il record storico di 2,658 miliardi di euro.
Grazie a questa performance, il settore dolciario si conferma il quinto esportatore dell’industria agroalimentare spagnola e registra un saldo commerciale positivo pari a 833 milioni di euro. Una crescita superiore di 3,4 punti percentuali rispetto alla media dell’intera industria alimentare del Paese.
Secondo il segretario generale di Produlce, Rubén Moreno, il superamento della soglia dei 2,6 miliardi di euro di esportazioni in un contesto internazionale difficile dimostra come il dolciario spagnolo sia competitivo grazie a qualità, innovazione e affidabilità, oltre che sul fronte dei prezzi.
Uno degli elementi che hanno sostenuto questi risultati è rappresentato dagli investimenti. Nel corso del 2025 le imprese del comparto hanno destinato il 5,2% del proprio fatturato al miglioramento degli impianti produttivi, una quota nettamente superiore alla media dell’industria alimentare e delle bevande, ferma al 3,6%. Questo sforzo ha consentito di raggiungere una redditività dell’11,3% e di sostenere aumenti salariali per i dipendenti.
Sul fronte dei consumi interni tutte le principali categorie hanno registrato una crescita. Il cacao e il cioccolato si confermano il segmento più importante con vendite per 2,323 miliardi di euro, in aumento del 10,3%. Seguono biscotti, che raggiungono 1,449 miliardi (+1,4%), e prodotti da forno e pasticceria, che salgono a 1,357 miliardi (+3,6%).
Particolarmente brillante anche l’andamento di torroni e marzapani, il cui consumo cresce del 10,8%, arrivando a 324 milioni di euro sul mercato nazionale.
Le esportazioni rappresentano però il principale motore dello sviluppo. Il cacao e il cioccolato guidano la crescita con un balzo del 35,7% e un fatturato estero di 857,8 milioni di euro, trainati soprattutto dai mercati di Francia, Portogallo e Germania.
Ottimi risultati anche per i biscotti, che aumentano del 13,9% fino a 702,9 milioni di euro, mentre torroni e marzapani registrano un incremento del 7,6%, raggiungendo 72,8 milioni di euro. In questo segmento si distinguono Germania, Paesi Bassi e Stati Uniti, ormai tra le principali destinazioni commerciali.
Le esportazioni di prodotti da forno crescono del 5,3%, mentre caramelle, chewing gum e prodotti della panificazione evidenziano una flessione intorno all’8%, pur mantenendo un peso rilevante nelle vendite internazionali. Le sole caramelle e gomme da masticare rappresentano infatti la seconda categoria esportatrice del comparto con 723 milioni di euro.
Tra i mercati emergenti si distingue anche il Marocco, che nel 2025 consolida il proprio ruolo come destinazione strategica soprattutto per cioccolato e biscotti, contribuendo alla diversificazione geografica dell’export spagnolo.
La crescita economica si riflette infine anche sull’occupazione. Il settore ha impiegato nel 2025 un totale di 28.439 lavoratori diretti, con un incremento del 2,8% rispetto all’anno precedente. La componente femminile rappresenta il 46,9% degli addetti, una quota sensibilmente superiore alla media dell’industria manifatturiera spagnola, mentre il 79% dei giovani occupati dispone di un contratto a tempo indeterminato. Il rapporto evidenzia inoltre il ruolo della filiera dolciaria nello sviluppo delle aree rurali, dove contribuisce a creare occupazione stabile e a sostenere il tessuto economico locale.



















