Dolfin mette in campo un piano di investimenti da 20 milioni di euro per riorganizzare e potenziare le proprie attività produttive e logistiche. L’azienda dolciaria siciliana punta sull’ampliamento degli spazi industriali, su nuove linee tecnologiche e sull’automazione dei processi, con l’obiettivo di sostenere la crescita in Italia e all’estero, dove realizza circa il 35% del fatturato.
Il programma, annunciato il 30 settembre, si inserisce in un percorso di revisione delle attività industriali avviato negli ultimi anni. Al centro ci sono la riorganizzazione dei flussi di produzione e della logistica, l’ottimizzazione degli spazi e l’introduzione di soluzioni in grado di aumentare efficienza, flessibilità e capacità produttiva.
Per Dolfin, che conta oltre un secolo di attività, l’investimento rappresenta una scelta di lungo periodo: costruire un sistema produttivo più integrato, capace di accompagnare lo sviluppo commerciale e di rispondere alle esigenze dei diversi mercati. Gli interventi riguarderanno sia l’ampliamento delle aree dedicate alla produzione e alla logistica sia il potenziamento delle infrastrutture industriali.
Una parte centrale del piano sarà destinata alla modernizzazione tecnologica e all’automazione, indicate dall’azienda come strumenti per mantenere gli standard qualitativi e migliorare l’efficienza operativa. Ricerca e valorizzazione delle competenze interne completano un progetto che lega l’evoluzione degli impianti al rafforzamento della competitività.
«La nostra storia ci ha insegnato che innovare significa avere il coraggio di evolversi continuamente, senza perdere la propria identità. Questo piano di investimenti rappresenta una scelta strategica di lungo periodo che guarda al futuro dell’azienda, delle persone e del territorio», dichiara Santi Finocchiaro, presidente di Dolfin Spa.
A sostenere il percorso industriale sono anche i risultati dei principali marchi. A partire da Polaretti, che negli anni ha ampliato la propria presenza sui mercati nazionali e internazionali. Per rappresentare i volumi raggiunti, Dolfin ricorre a un’immagine: i prodotti venduti, se disposti idealmente in fila, compirebbero oltre quattro volte il giro del mondo.
Nel segmento delle uova di Pasqua, l’azienda segnala oltre 3 milioni di pezzi immessi sul mercato e una distribuzione ponderata dell’85%, dato che esprime il peso commerciale dei punti vendita nei quali i prodotti sono presenti.
«Continuiamo a investire in tecnologia, competenze e capacità produttiva con l’obiettivo di rafforzare ulteriormente la competitività di Dolfin sui mercati nazionali e internazionali», aggiunge Finocchiaro.
Il peso dell’estero, pari a circa un terzo del fatturato, rende il potenziamento produttivo rilevante anche per lo sviluppo internazionale. Il comunicato non indica il calendario di realizzazione degli interventi né la ripartizione dei 20 milioni tra ampliamenti, infrastrutture e nuove linee, ma delinea un programma che punta a rafforzare la base industriale dell’azienda e la sua capacità di sostenere l’espansione commerciale.



















