Panapesca riduce dell’8,8% i consumi energetici, recupera oltre 1.200 chili di rifiuti marini e misura la carbon footprint

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Panapesca riduce i consumi energetici e avvia la misurazione delle emissioni della capogruppo, affiancando agli interventi sugli impianti nuove iniziative per la tutela degli ecosistemi e il benessere dei dipendenti. Sono i principali elementi del secondo Bilancio di sostenibilità dell’azienda di Massa e Cozzile, specializzata nella trasformazione e distribuzione di prodotti ittici surgelati, che presenta i risultati del 2025 e le attività avviate nel 2026.

Il fabbisogno energetico complessivo si è attestato a 19.042,91 MWh, in calo dell’8,8% rispetto al 2024. In questo ambito, il progetto ICOPOWER, dedicato all’ottimizzazione dell’assorbimento di potenza degli impianti frigoriferi, ha consentito di risparmiare 332.862 kWh nei siti coinvolti, intervenendo su una componente centrale dell’attività industriale e logistica del settore surgelato.

Nel 2025 è stato inoltre avviato il calcolo dell’impronta carbonica della capogruppo secondo il GHG Protocol, attraverso la rendicontazione delle emissioni dirette e di quelle associate all’energia acquistata, indicate rispettivamente come Scope 1 e Scope 2. La misurazione costituisce la base per definire futuri obiettivi di riduzione, mentre lo stabilimento di Massa e Cozzile ha ottenuto nei primi mesi del 2026 la certificazione ambientale ISO 14001:2015, al termine del percorso iniziato l’anno precedente.

«Da oltre cinquant’anni il mare rappresenta la nostra storia, il nostro lavoro e la nostra responsabilità. Oggi fare sostenibilità significa misurare con precisione il nostro impatto per poter migliorare ogni giorno», dichiara l’amministratore delegato Giovanni Sabino, collegando il percorso agli investimenti in efficienza energetica, qualità, biodiversità e valorizzazione delle persone.

Sul fronte marino, la collaborazione con Ogyre, che coinvolge comunità di pescatori nella raccolta dei rifiuti dispersi in mare, ha portato al recupero di 1.271 chilogrammi di materiali nel 2025, il 182% in più rispetto al 2024. Nel 2026 si è aggiunta la partnership con 3Bee, dedicata alla tutela della biodiversità e degli impollinatori.

La gestione degli approvvigionamenti assume particolare rilievo per un gruppo con una rete di fornitori distribuita in oltre 50 Paesi. Panapesca applica criteri di selezione e monitoraggio che comprendono aspetti ambientali, sociali ed etici e dispone delle certificazioni MSC, ASC, Friend of the Sea e GLOBALG.A.P. per le materie prime e le referenze comprese nei rispettivi perimetri.

Il gruppo, che conta oltre 650 collaboratori, ha erogato 5.992,50 ore di formazione nel 2025, più di quattro volte il livello dell’anno precedente, concentrandosi su salute e sicurezza, qualità, processi ed etica aziendale. Dal 2026, attraverso Serenis, i dipendenti possono inoltre usufruire di cinque appuntamenti gratuiti con servizi di psicoterapia, coaching e nutrizione, sostenuti dall’azienda.

Le donazioni al Banco Alimentare della Toscana hanno raggiunto 10.664,76 chilogrammi di prodotti ittici, in aumento del 61% sul 2024, equivalenti secondo quanto riportato a oltre 71mila pasti. Nel corso del 2025 Panapesca è diventata anche fornitore ufficiale esclusivo di prodotti ittici surgelati per la mensa di Dynamo Camp, che accoglie bambini e ragazzi con patologie gravi o croniche e disabilità.

Alla sicurezza alimentare sono stati dedicati 18.098 controlli su materie prime, prodotti finiti, ambienti produttivi e acqua. Il portafoglio supera le 3mila referenze, mentre i volumi venduti nel 2025 hanno oltrepassato i 19,8 milioni di chilogrammi, attraverso canali che comprendono ristorazione, ingrosso, grande distribuzione e vendita diretta.

Redatto con riferimento agli standard europei ESRS, il bilancio descrive infine il ruolo del Comitato di sostenibilità a supporto del consiglio di amministrazione e gli strumenti di prevenzione dei rischi, dal Codice etico al Modello 231 e al sistema di segnalazione degli illeciti. Il percorso mette così in relazione la gestione ambientale con le scelte produttive e organizzative di una filiera internazionale che comprende società in Italia, Thailandia, Marocco e Francia.

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