Ad agosto i prezzi alla produzione dell’industria italiana sono saliti del 10,9% rispetto a un anno prima, ma il dato nasconde andamenti molto diversi tra i settori. Mentre i rincari dell’energia spingono verso l’alto l’indice generale, per le industrie alimentari, delle bevande e del tabacco i prezzi risultano inferiori dell’1,7% rispetto ad agosto 2025. È il dato che più interessa il comparto agroalimentare nel rapporto diffuso dall’Istat.
Il calo annuo riguarda sia il mercato interno, dove i prezzi alla produzione segnano il -1,8%, sia quello estero, in flessione dell’1,1%. All’interno dei mercati di esportazione emerge però una differenza: nell’area euro i prezzi sono superiori dello 0,6% a quelli di un anno prima, mentre nei Paesi fuori dall’area euro diminuiscono del 2,7%. I dati si riferiscono all’aggregato che comprende alimentari, bevande e tabacco e non consentono di distinguere, in questa tabella, l’andamento delle singole attività.
Rispetto a luglio, il quadro cambia. I prezzi alla produzione del comparto aumentano dello 0,4% nel complesso, con una crescita dello 0,7% sul mercato interno. All’estero registrano invece una diminuzione dello 0,3%, che arriva allo 0,6% nei mercati non euro, mentre nell’area euro si limita allo 0,2%. La risalita osservata in Italia nell’ultimo mese convive dunque con livelli ancora inferiori a quelli dell’agosto scorso.
Il confronto con l’intera manifattura rende più evidente la particolarità dell’agroalimentare. Per le attività manifatturiere, l’Istat rileva un aumento annuo dei prezzi del 7,1%, che raggiunge l’8,8% sul mercato interno. Nello stesso periodo, l’indice generale dell’industria cresce del 13,5% in Italia. A determinare gran parte di questo divario è l’energia: i prezzi della fornitura di elettricità e gas sul mercato interno sono aumentati del 26,3% su base annua, contro il 14,7% registrato a luglio. Escludendo il comparto energetico, la crescita dei prezzi industriali interni si ferma al 3,3%.
Anche i beni di consumo non durevoli, raggruppamento che include tra gli altri alimentari e bevande, mostrano una dinamica più contenuta rispetto all’indice complessivo: i prezzi scendono dello 0,3% su base annua, pur aumentando dello 0,2% rispetto a luglio. Si tratta tuttavia di una categoria più ampia dell’agroalimentare, che comprende anche produzioni di altri settori.
I numeri fotografano quindi un’industria alimentare che, sul confronto annuo, si muove in direzione opposta rispetto al forte rialzo dell’indice generale. L’aumento mensile dei prezzi sul mercato interno merita attenzione nei prossimi rilevamenti, ma da solo non indica un’inversione consolidata. I prezzi alla produzione misurano inoltre quanto incassano le imprese per i prodotti venduti: non descrivono direttamente l’andamento dei prezzi pagati dai consumatori sugli scaffali.



















