Nestlé India chiude il secondo trimestre dell’esercizio con un aumento del 36% dell’utile netto, sostenuto dalla domanda di prodotti alimentari confezionati e dalle buone performance di marchi come Maggi e Nescafé. Il risultato conferma la solidità dei consumi in alcune categorie del mercato indiano, nonostante le crescenti pressioni sui costi delle materie prime e l’aumento dell’inflazione alimentare. Il gruppo ha registrato un utile netto di 10,27 miliardi di rupie, pari a circa 108 milioni di dollari, mentre i ricavi sono cresciuti del 20%, raggiungendo 67,88 miliardi di rupie, equivalenti a circa 714 milioni di dollari.
Nel trimestre concluso a settembre, i volumi di vendita hanno registrato una crescita a doppia cifra, grazie soprattutto alla maggiore diffusione dei noodles istantanei Maggi nelle aree rurali, al consolidamento delle vendite attraverso le piattaforme di quick commerce e al lancio di nuovi prodotti con i marchi KitKat e Munch. A sostenere il mercato dei beni di largo consumo hanno contribuito anche la riduzione delle imposte sui consumi e alcuni aumenti selettivi dei prezzi, che hanno consentito alle aziende di compensare parzialmente l’incremento dei costi di produzione.
Il contesto economico rimane tuttavia complesso. Nestlé India, controllata del gruppo svizzero, ha segnalato pressioni crescenti sui prezzi degli imballaggi, degli oli alimentari e delle materie prime agricole, fattori che rischiano di incidere sulla redditività dei prossimi trimestri. «L’aumento dell’inflazione, in particolare quella alimentare, è una realtà», ha dichiarato il presidente e amministratore delegato Manish Tiwary, sottolineando le difficoltà determinate dal rincaro delle commodity. In India, l’inflazione al consumo ha raggiunto il 5,54% a settembre, avvicinandosi al limite superiore della fascia di tolleranza della banca centrale, anche per effetto delle tensioni in Medio Oriente e di una stagione monsonica poco favorevole.
Per affrontare questa situazione, Nestlé India punta sull’innovazione di prodotto, sul miglioramento dell’offerta esistente, sugli investimenti nei marchi e su una gestione più attenta dei costi. L’obiettivo è mantenere la crescita dei volumi e rafforzare la presenza commerciale, senza compromettere eccessivamente i margini in una fase caratterizzata da forti oscillazioni dei prezzi delle materie prime.
Nonostante i risultati positivi, la reazione dei mercati finanziari è stata negativa, con il titolo Nestlé India che ha perso circa il 9% dopo la pubblicazione dei conti. Secondo Abhishek Mathur, analista di Systematix Group, gli utili si sono sostanzialmente allineati alle previsioni, deludendo gli investitori che si aspettavano risultati superiori alle attese. A pesare sulle valutazioni potrebbe essere anche la prospettiva di un rallentamento della crescita dei ricavi nei prossimi trimestri.
Sul settore alimentare indiano si concentra inoltre una crescente attenzione delle autorità alla sicurezza e alla qualità dei prodotti. Il Paese sta infatti valutando nuove etichette di avvertimento per gli alimenti confezionati e ha intensificato i controlli sulle attività di ristorazione. Nestlé India non ha commentato direttamente queste iniziative, ma Tiwary ha ribadito che la sicurezza alimentare e la qualità rappresentano le fondamenta della fiducia dei consumatori, elementi considerati centrali nella strategia di sviluppo del gruppo.
















