Il panettone conquista i mercati internazionali, ma la sua crescente diffusione fuori dai confini nazionali solleva interrogativi sulla tutela delle ricette tradizionali e sull’origine delle materie prime. Tra i più rappresentativi dolci delle ricorrenze della tradizione italiana, il panettone è oggi protagonista di un mercato mondiale che ha superato i 2 miliardi di euro, mentre oltre il 60% dei prodotti viene fabbricato e consumato all’estero, spesso con ingredienti e tecniche di lavorazione differenti da quelli della tradizione italiana. La produzione internazionale ha raggiunto le 350mila tonnellate annue, sostenuta dalla diffusione di stabilimenti industriali che, in diversi Paesi, utilizzano agenti lievitanti chimici al posto del lievito madre e grassi vegetali in sostituzione del burro.
In questo scenario, l’Italia esporta ogni anno circa 13.500 tonnellate di panettone, per un valore di 500 milioni di euro, ma deve confrontarsi con una concorrenza internazionale che pone al centro la questione dell’autenticità del prodotto. Per rafforzare la tutela del grande lievitato, l’Accademia Maestri del Lievito Madre e del Panettone Italiano ha promosso una proposta di aggiornamento del Decreto Ministeriale del 22 luglio 2005, che disciplina le caratteristiche produttive del panettone.
L’iniziativa è stata presentata a Roma, al Palazzo delle Esposizioni, nell’ambito della quinta Convention mondiale “Il Re dei Lievitati”, organizzata dall’Accademia in collaborazione con AEPI, la Confederazione delle Associazioni Europee di Professionisti e Imprese. Al centro dell’appuntamento, un Manifesto per valorizzare il legame tra il panettone e la filiera agroalimentare nazionale, attraverso l’introduzione della dicitura “Panettone Italiano – 100% Filiera Agricola”.
La proposta punta a garantire l’origine italiana degli ingredienti, dalle farine al burro, dalle uova ai canditi, attraverso sistemi di tracciabilità digitale capaci di documentare la provenienza delle materie prime. L’obiettivo è distinguere le produzioni legate al territorio nazionale da quelle realizzate all’estero, rafforzando la riconoscibilità del prodotto e offrendo maggiori garanzie ai consumatori.
Al confronto hanno partecipato rappresentanti delle istituzioni, delle organizzazioni agricole e del mondo imprenditoriale, tra cui il consigliere del ministro dell’Agricoltura Giorgio Salvitti, il sottosegretario Alessandro Morelli, la sottosegretaria Fausta Bergamotto, il presidente di AEPI Mino Dinoi e quello dell’Accademia Claudio Gatti. Tra i temi affrontati, il rapporto tra industria, artigianato e agricoltura, con il coinvolgimento di esponenti della pasticceria italiana e delle principali associazioni agricole.
Particolare attenzione è stata riservata anche all’internazionalizzazione, con il contributo di SIMEST, Unioncamere, ICE e dei rappresentanti delle principali manifestazioni fieristiche europee, tra cui HostMilano, Italian Exhibition Group, Sirha e Koelnmesse Italia. L’intento è individuare nuovi strumenti di promozione per sostenere le imprese italiane sui mercati esteri e valorizzare una produzione che rappresenta un importante patrimonio economico e culturale.
La sfida è quindi coniugare la crescita internazionale del panettone con la salvaguardia della sua identità, rafforzando il ruolo dell’agricoltura italiana e delle imprese della trasformazione alimentare. Una prospettiva nella quale la tutela delle materie prime e la riconoscibilità delle lavorazioni tradizionali diventano elementi fondamentali per difendere il valore del Made in Italy.
















