Ospitalità e ristorazione: a HIP Italia il futuro passa da tecnologia e personalizzazione

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Personalizzazione dell’offerta, innovazione tecnologica e valorizzazione del capitale umano sono stati i temi centrali della seconda giornata di HIP – Horeca Professional Expo Italia, in corso a BolognaFiere fino al 21 ottobre. Dopo l’apertura dedicata alle prospettive di sviluppo del settore, il confronto tra imprenditori, chef e manager si è concentrato sulle strategie per migliorare la competitività delle imprese alberghiere e della ristorazione, attraverso nuovi modelli di business e un utilizzo più efficace delle tecnologie.

Nel comparto alberghiero, Giovanni Trombetti, presidente di Federalberghi Bologna, ha evidenziato la necessità di interpretare i cambiamenti del mercato, investendo nella qualità dell’offerta e nell’innovazione. Francesca Torricella, Managing Director di Hotel 21 House of Stories, ha illustrato un modello di ospitalità che integra spazi di lavoro, ristorazione, attività culturali e iniziative aperte alla comunità locale. Claudio Lavagna, CEO di LVG Group, ha invece sottolineato l’importanza di preservare l’identità delle singole strutture anche nei processi di crescita dei gruppi alberghieri.

Ampio spazio è stato riservato all’intelligenza artificiale, considerata uno strumento per semplificare le attività operative e migliorare la gestione delle imprese. Mariangela Colasanti, Head of Innovation di BWH Hotels Italy & South-East Europe, ha richiamato l’attenzione sulla qualità dei dati e sulla necessità di investire nella formazione del personale, nella cybersecurity e nella tutela della privacy. Anche la robotica può contribuire all’efficienza organizzativa, come spiegato da Annibale Liguanti, Founder & Development Manager di UNA HOTELS ONE, che ha illustrato l’impiego di robot di servizio per alleggerire il lavoro degli operatori. «La robotica non nasce per sostituire le persone, ma per aiutarle a lavorare meglio», ha precisato.

Un altro tema affrontato riguarda il rapporto tra ospitalità e territorio. Raffaello Panariello, Direttore Generale di Minor Hotels Europe and Americas, ha evidenziato come le strutture ricettive possano contribuire alla valorizzazione delle destinazioni, accompagnando gli ospiti alla scoperta delle esperienze e delle realtà locali.

Nella ristorazione, il confronto si è concentrato soprattutto sulla qualità dell’accoglienza e sul ruolo del personale di sala. Davide Oldani, chef e patron del ristorante D’O, due stelle Michelin, ha sottolineato l’importanza della collaborazione tra cucina e servizio, della professionalità e del coinvolgimento delle nuove generazioni. «L’accoglienza, il sorriso e l’attenzione alle persone sono elementi fondamentali per costruire un’esperienza che vada oltre il piatto», ha dichiarato.

Alessandro Pipero, fondatore del ristorante Pipero Roma, una stella Michelin, ha posto invece l’accento sulla capacità del personale di interpretare le esigenze del cliente e valorizzare la proposta gastronomica attraverso il racconto e la relazione diretta. Dalla seconda giornata della manifestazione emerge così un orientamento comune: tecnologia e innovazione possono rafforzare la competitività del settore Ho.Re.Ca., ma la qualità dell’esperienza continua a dipendere soprattutto dalle competenze e dalle persone.

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