Si allarga il numero delle insegne interessate ai punti vendita di Poundland, la catena britannica discount alle prese con una difficile situazione finanziaria e impegnata nella ricerca di una soluzione che possa scongiurare l’amministrazione controllata. Anche B&M avrebbe manifestato interesse per l’acquisizione di una parte della rete commerciale, entrando così nella competizione che vede coinvolti diversi operatori della distribuzione.
Secondo le indiscrezioni riportate dalla stampa britannica, B&M starebbe valutando l’acquisto di un numero relativamente contenuto di negozi, probabilmente nell’ordine di alcune decine, senza puntare al controllo dell’intera società. L’operazione si inserirebbe nel processo di vendita avviato da Gordon Brothers, proprietario di Poundland, che sta considerando sia la cessione complessiva dell’attività sia una possibile vendita separata dei punti vendita.
Il futuro della catena rimane incerto e coinvolge una rete di quasi 600 negozi e circa 12.000 lavoratori. Tra i potenziali acquirenti figurano anche Lidl, The Range e Fortress Investment Group, proprietario di Poundstretcher, tutti interessati a valutare opportunità di espansione attraverso l’acquisizione di alcune delle strutture commerciali di Poundland. Nei giorni scorsi anche Chris Dawson, proprietario di The Range, sarebbe entrato nella trattativa, contribuendo ad aumentare la concorrenza tra i possibili compratori.
Parallelamente, sarebbero ancora sul tavolo almeno due offerte per rilevare l’intera azienda. Una di queste sarebbe stata presentata dall’investitore immobiliare irlandese Martin Property Group e prevederebbe l’acquisizione di Poundland per una cifra simbolica, potenzialmente pari a una sterlina, accompagnata dall’impegno a mantenere la rete commerciale e i livelli occupazionali, oltre a destinare diversi milioni di sterline al rilancio dell’attività. La proposta incontrerebbe il favore del management della catena, interessato a preservare l’integrità aziendale.
Gordon Brothers, società statunitense che aveva acquistato Poundland da Pepco Group nel giugno 2025 per una sterlina, ha nel frattempo nominato tre specialisti della ristrutturazione aziendale nel consiglio di amministrazione, con l’obiettivo di individuare una soluzione alla crisi. La priorità è raggiungere un accordo prima del periodo natalizio, particolarmente importante per i risultati economici del commercio al dettaglio.
Non viene tuttavia esclusa l’ipotesi di uno smembramento della società attraverso una procedura di insolvenza, qualora non fosse possibile completare una vendita in condizioni di continuità aziendale. Poundland ha già affrontato un ampio programma di riorganizzazione, che ha comportato la chiusura di oltre 100 negozi, nel tentativo di contenere i costi e recuperare competitività in un mercato discount caratterizzato da una pressione crescente sui margini.
Nonostante le difficoltà, i più recenti dati sulle vendite avrebbero evidenziato alcuni segnali di miglioramento, alimentando le possibilità di un salvataggio dell’intera catena. Le prossime settimane saranno quindi decisive per stabilire se Poundland potrà proseguire l’attività con un nuovo proprietario oppure se la sua rete commerciale sarà suddivisa tra più operatori della distribuzione britannica.



















