La filiera italiana del pomodoro da industria completa il quadro degli accordi per la campagna 2026. L’ANICAV e le Organizzazioni dei Produttori del Bacino Centro-Sud hanno infatti sottoscritto l’intesa che regolerà la prossima stagione di trasformazione, definendo prezzi medi di riferimento e confermando le regole già adottate nelle campagne precedenti.
L’accordo, siglato a Napoli, arriva dopo quello raggiunto nel marzo scorso per il Bacino Nord e consente così di chiudere il percorso negoziale su scala nazionale. L’obiettivo dichiarato dalle parti è garantire stabilità, programmazione e continuità operativa a un comparto strategico per l’agroalimentare italiano.
L’intesa conferma l’impianto del Contratto Quadro d’Area già utilizzato nelle campagne 2024 e 2025, scelta motivata dalla necessità di fornire rapidamente certezze a produttori e industrie in vista dell’avvio della raccolta e della trasformazione.
Sul fronte economico è stato definito un prezzo medio di riferimento di 140 euro a tonnellata per il pomodoro tondo, 150 euro per il pomodoro lungo e 210 euro per il pomodorino. Previsto inoltre un importante incremento della valorizzazione del prodotto biologico, con una maggiorazione di 45 euro a tonnellata per tutte le tipologie rispetto alle campagne precedenti.
Le parti hanno inoltre deciso di mantenere il differenziale di prezzo tra pomodoro tondo e lungo, con l’obiettivo di sostenere in particolare la produzione destinata al pelato. In questo contesto si inserisce anche il sostegno condiviso al percorso per il riconoscimento dell’IGP Pomodoro Pelato di Napoli.
«È prevalso il senso di responsabilità da entrambe le parti – ha dichiarato Pasquale D’Acunzi, coordinatore del Comitato Centro-Sud di ANICAV –. Era fondamentale fornire alle imprese e ai produttori un quadro di riferimento certo per gestire la campagna con la necessaria serenità. Non avremmo potuto affrontare la stagione senza un contratto e senza un prezzo medio di riferimento».
Secondo D’Acunzi, l’accordo può rappresentare una base stabile per rafforzare il clima di fiducia tra agricoltori e industria, creando le condizioni per una migliore programmazione e per benefici reciproci lungo tutta la filiera.
Soddisfazione è stata espressa anche dal presidente di ANICAV, Aldo Rodolfi, che ha sottolineato come l’intesa completi il quadro degli accordi per l’intero settore nazionale. «Abbiamo costruito le condizioni per affrontare la campagna 2026 con stabilità e certezze, base indispensabile per tutelare la competitività del comparto», ha affermato.
L’accordo assume un valore rilevante per un settore che rappresenta una delle eccellenze del Made in Italy. Le imprese aderenti ad ANICAV trasformano circa il 70% del pomodoro lavorato nel Paese e generano un fatturato complessivo di 3,7 miliardi di euro. Una quota significativa della produzione, pari a circa il 60%, è destinata ai mercati esteri, confermando il ruolo del pomodoro italiano come uno dei simboli dell’agroalimentare nazionale nel mondo.



















