Le nuove restrizioni agli acquisti effettuati attraverso il programma statunitense SNAP (Supplemental Nutrition Assistance Program) potrebbero avere un impatto significativo sull’industria alimentare e sulla distribuzione moderna. Secondo una ricerca diffusa da Numerator, gli Stati che introdurranno limitazioni alla spesa dei beneficiari entro la fine del 2026 potrebbero registrare una perdita complessiva di circa 830 milioni di dollari nelle categorie interessate dai provvedimenti.
L’analisi riguarda i 19 Stati americani che avranno ottenuto deroghe federali per limitare l’utilizzo dei sussidi alimentari su alcuni prodotti considerati meno salutari. Le maggiori conseguenze sono attese nel comparto delle bevande gassate, che potrebbe perdere circa 430 milioni di dollari di fatturato. A seguire il mercato delle caramelle, con una riduzione stimata di 300 milioni di dollari, e quello degli energy drink, che rischia di lasciare sul terreno altri 100 milioni di dollari.
Dopo la realizzazione dello studio, anche il Montana ha presentato una richiesta di deroga che dovrebbe entrare in vigore entro l’anno, contribuendo marginalmente all’impatto complessivo stimato. Altri tre Stati hanno già ottenuto autorizzazioni analoghe, ma l’applicazione delle misure è prevista tra il 2027 e il 2028.
Secondo Numerator, entro la fine del 2026 circa un terzo dei beneficiari del programma SNAP sarà soggetto a nuove limitazioni di acquisto. Una trasformazione che potrebbe modificare in modo strutturale le abitudini di consumo di milioni di famiglie e influenzare le strategie commerciali di retailer e produttori.
La ricerca evidenzia tuttavia che molti consumatori intendono continuare ad acquistare i prodotti esclusi utilizzando risorse economiche proprie. Tra gli intervistati residenti negli Stati che hanno già ottenuto le deroghe, quasi due terzi hanno dichiarato che continuerebbero a comprare bibite zuccherate pagando con denaro non proveniente dal programma SNAP. La stessa intenzione è stata espressa dal 60% dei partecipanti per le caramelle e dal 45% per le bevande energetiche.
Emergono però anche segnali di una possibile evoluzione dei comportamenti alimentari. Circa il 30% dei consumatori coinvolti nell’indagine ha affermato che potrebbe sostituire bibite e energy drink con tè, succhi di frutta o caffè. Una quota analoga ha indicato frutta, snack a base di frutta o gelati come possibili alternative alle caramelle.
Numerator ha inoltre analizzato gli effetti delle recenti interruzioni amministrative che hanno interessato il programma. Durante il periodo di sospensione autunnale, la spesa alimentare media settimanale delle famiglie beneficiarie è scesa del 10%, passando da 233 a 210 dollari. I livelli di acquisto si sono poi stabilizzati a inizio novembre per tornare gradualmente a crescere nelle settimane successive.
Lo studio, basato su un sondaggio condotto a fine gennaio su 1.016 nuclei familiari beneficiari di SNAP e sui dati effettivi di acquisto, conferma come le future restrizioni possano rappresentare una sfida rilevante per produttori e distributori attivi nelle categorie maggiormente esposte, ma anche un possibile fattore di cambiamento nelle scelte alimentari delle famiglie americane.



















