Dalle noci all’energia, segnali di equilibrio fragile nei mercati globali delle materie prime

Facebook
LinkedIn
WhatsApp
Telegram
Email
Print

Areté nelle sue pillole settimanali fotografa mercati agricoli ed energetici caratterizzati da forti elementi di incertezza: noci verso un equilibrio sempre più fragile tra domanda e offerta, zucchero sostenuto dai timori per la produzione globale, latte con andamenti divergenti tra le diverse trasformazioni e gas naturale condizionato dalle tensioni geopolitiche e da scorte ancora inferiori alla media europea.

Nel comparto delle noci, le prime stime diffuse dall’International Nut and Dried Fruit Council (INC) indicano per la campagna 2026/27 una produzione mondiale di 2,87 milioni di tonnellate, in crescita del 2% rispetto all’annata in corso. A sostenere l’offerta saranno soprattutto il raccolto record della Cina, una produzione statunitense superiore alle attese per una campagna di “scarica” e una buona disponibilità dal Cile.

Negli Stati Uniti la produzione dovrebbe attestarsi a 669.500 tonnellate, in calo del 9% su base annua ma comunque elevata grazie a condizioni agronomiche favorevoli. In Cile il raccolto è stimato a 165.000 tonnellate, il 10% in meno rispetto al 2025, mentre la Cina dovrebbe raggiungere il record di 1,6 milioni di tonnellate (+7%), consolidando il proprio ruolo di leader mondiale.

Secondo le analisi di Areté, tuttavia, i consumi globali cresceranno più rapidamente dell’offerta, arrivando a 2,89 milioni di tonnellate (+6%). Il mercato potrebbe quindi registrare un lieve deficit, segnando una progressiva riduzione delle eccedenze accumulate nelle ultime campagne e creando le condizioni per un rafforzamento dei prezzi.

Sul fronte dello zucchero, maggio ha visto un aumento delle quotazioni internazionali: +5,2% per lo zucchero grezzo e +3,4% per quello bianco rispetto ad aprile. A sostenere il mercato sono soprattutto le prospettive di una minore disponibilità nei principali Paesi esportatori.

In Brasile, primo produttore mondiale, il Dipartimento dell’Agricoltura statunitense (USDA) prevede una flessione dell’1,6% nella campagna 2026/27, con una quota crescente di canna destinata alla produzione di etanolo. Anche la Thailandia dovrebbe registrare un forte calo produttivo (-15,6%), mentre in India persistono incertezze legate all’andamento dei monsoni e al blocco delle esportazioni deciso dal Governo fino al 30 settembre 2026.

A livello globale, la produzione di zucchero è attesa in diminuzione dello 0,6%, con i cali previsti in Brasile, Thailandia, Stati Uniti e Unione Europea che saranno compensati solo in parte dall’aumento dell’output indiano.

Nel settore lattiero-caseario emerge invece un mercato a due velocità. A maggio, rispetto ad aprile, sulla piazza di riferimento di Kempten il burro ha perso l’8%, la polvere di latte intero il 2%, mentre la polvere di latte scremato è salita del 6%, l’edamer dell’1% e la polvere di siero addirittura del 18%.

Il confronto con maggio 2025 evidenzia una forte debolezza dei prodotti ricchi di grassi: il burro vale il 47% in meno rispetto a un anno fa, la polvere di latte intero il 24% in meno e l’edamer il 22% in meno. Al contrario, la domanda continua a sostenere la polvere di latte scremato (+23%) e la polvere di siero (+59%). Il latte spot tedesco quotato a Milano è aumentato del 5% rispetto ad aprile, pur rimanendo inferiore del 50% rispetto ai livelli dello scorso anno.

Anche il mercato energetico continua a mostrare segnali di tensione. A maggio il prezzo medio del gas TTF europeo è cresciuto del 5%, mentre il PSV italiano è aumentato dell’1%, riducendo sensibilmente il differenziale tra i due riferimenti.

Secondo Areté, il principale fattore di supporto alle quotazioni resta il contesto geopolitico internazionale, che mantiene elevato il rischio di interruzioni o riallocazioni dei flussi di gas naturale liquefatto. A pesare è anche il livello degli stoccaggi europei, che a fine maggio risultavano riempiti al 40%, contro il 48% dello stesso periodo del 2025 e ai minimi per il mese dal 2021.

In Italia le scorte raggiungono invece circa il 59% della capacità disponibile, contribuendo a contenere la crescita dei prezzi nazionali. La Commissione europea ritiene comunque raggiungibile l’obiettivo di un riempimento all’80% entro la fine dell’estate, pur avvertendo che le tensioni in Medio Oriente continueranno ad alimentare volatilità e incertezza sui mercati energetici.

Facebook
Twitter
LinkedIn
Pinterest
Pocket
WhatsApp
Non perdere niente! Iscriviti alla nostra newsletter.

Lascia un commento