Dollar General ha chiuso il primo trimestre dell’esercizio 2026 con risultati superiori alle attese, confermando il ruolo sempre più centrale dei discount nel panorama distributivo statunitense. La catena ha registrato vendite nette pari a 10,8 miliardi di dollari, in aumento del 3,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, mentre le vendite a parità di negozi sono cresciute del 2%.
A sostenere la performance è stato soprattutto l’aumento del traffico nei punti vendita, salito dell’1,4%, accompagnato da una crescita dello 0,5% dello scontrino medio. Tutte le principali categorie merceologiche hanno registrato un andamento positivo, dai prodotti di largo consumo agli articoli stagionali, fino all’abbigliamento e ai prodotti per la casa.
L’utile operativo è aumentato del 10,8% raggiungendo 638,5 milioni di dollari, mentre l’utile netto è salito del 13,3% a 444,1 milioni. L’utile per azione diluito si è attestato a 2 dollari, in crescita del 12,4% rispetto agli 1,78 dollari dello scorso anno.
Dietro questi risultati c’è anche un fenomeno che sta interessando l’intero mercato americano: il cosiddetto “trading down”, ovvero la scelta dei consumatori di orientarsi verso insegne più convenienti per contenere le spese quotidiane. Secondo l’amministratore delegato Todd Vasos, la tendenza sta accelerando e coinvolge ormai tutte le fasce di reddito, compresi i clienti che guadagnano oltre 100 mila dollari all’anno.
La pressione sui bilanci familiari è legata soprattutto all’aumento dei prezzi del carburante. Vasos ha spiegato che molti clienti, in particolare nelle aree rurali, stanno cercando di ridurre gli spostamenti e concentrare gli acquisti in punti vendita vicini e convenienti. In questo contesto, la capillarità della rete Dollar General rappresenta un vantaggio competitivo significativo.
Tra le iniziative che stanno dando i migliori risultati figura anche il nuovo reparto dedicato ai surgelati. Nel trimestre l’insegna ha introdotto una sezione con un’intera porta refrigerata riservata a prodotti dal prezzo di un dollaro. L’offerta, secondo il management, sta ottenendo riscontri molto positivi da parte dei consumatori.
Sul fronte dello sviluppo della rete, Dollar General ha aperto 190 nuovi negozi negli Stati Uniti e cinque in Messico. Contestualmente ha completato 659 interventi attraverso il programma Project Renovate e 711 tramite Project Elevate, portando il numero complessivo dei punti vendita a 21.055.
Gli investimenti del trimestre hanno raggiunto 352 milioni di dollari, destinati principalmente all’ammodernamento dei negozi, all’espansione della rete, alla logistica e alle infrastrutture tecnologiche.
Gli analisti di Jefferies hanno sottolineato come la crescita non dipenda da un singolo fattore, ma da una combinazione di espansione commerciale, programmi di ristrutturazione, investimenti nella supply chain, sviluppo digitale e strategie focalizzate sulla convenienza. Restano tuttavia alcune incognite legate all’intensificarsi della concorrenza e delle attività promozionali nel settore.
L’azienda ha inoltre aggiornato al rialzo le previsioni per l’intero esercizio 2026, portando la stima dell’utile per azione in una fascia compresa tra 7,20 e 7,45 dollari. Confermati gli obiettivi di crescita delle vendite tra il 3,7% e il 4,2% e il piano di apertura di circa 450 nuovi negozi negli Stati Uniti e 10 in Messico entro fine anno fiscale.
Tra le novità dei prossimi mesi ci sarà anche il cambio alla guida del gruppo: dal 1° gennaio 2027 Todd Vasos lascerà il ruolo di amministratore delegato e sarà sostituito da JJ Fleeman, già CEO di Ahold Delhaize USA, chiamato a guidare la prossima fase di sviluppo del retailer.



















