Italmark rilancia il supermercato di prossimità: governance ESG e filiera locale per il futuro

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Sessant’anni di attività non sono soltanto una ricorrenza simbolica ma diventano per Italmark l’occasione per ridefinire il proprio ruolo nella distribuzione moderna, rilanciando il modello di supermercato di vicinato all’interno di una visione più ampia e strutturata di sostenibilità e responsabilità d’impresa.
Nel 2025, anno del sessantesimo anniversario, l’azienda guidata dalla famiglia Odolini ha infatti avviato un percorso evolutivo che punta a integrare in modo organico i principi ESG nei processi aziendali, superando la logica delle iniziative isolate e costruendo un modello capace di generare valore nel lungo periodo.


La sostenibilità, da elemento complementare, diventa così parte integrante della gestione, in linea con una tradizione che ha sempre visto Italmark vicino ai territori e alle comunità locali, ma che oggi si traduce in una strategia strutturata, misurabile e condivisa. Al centro di questa trasformazione si collocano tre direttrici fondamentali: governance, misurazione degli impatti e sviluppo di progettualità concrete. Un passaggio chiave, come sottolinea Mauro Odolini, Sustainability Manager del gruppo, che evidenzia la necessità di “mettere ordine nelle fondamenta”, attraverso l’istituzione di un Comitato di Sostenibilità trasversale a tutte le funzioni aziendali. Un approccio top-down che coinvolge finanza, marketing, ufficio tecnico e risorse umane, con l’obiettivo di integrare le decisioni ESG in ogni fase operativa, trasformando la sostenibilità in un driver strategico e non più accessorio.
Il punto di svolta di questo percorso è rappresentato dalla pubblicazione del primo Bilancio di Sostenibilità, che segna il passaggio da un approccio qualitativo a uno basato su metriche e indicatori concreti, introducendo strumenti di analisi come il calcolo delle emissioni Scope 1, 2 e 3 secondo gli standard internazionali.

Un lavoro che coinvolge anche la filiera e i prodotti, ampliando il perimetro di responsabilità e rendendo più trasparente l’impatto complessivo delle attività aziendali. I primi risultati sono già evidenti nella rete vendita: tutti i punti vendita sono stati dotati di illuminazione full LED, sistemi di refrigerazione a CO₂ e impianti fotovoltaici, con una riduzione delle emissioni pari a oltre 670 tonnellate di CO₂ in un anno.
Parallelamente, prosegue il percorso di revisione del packaging, con l’obiettivo di ridurre progressivamente l’utilizzo di materiali non riciclabili e favorire soluzioni più sostenibili. L’impegno ambientale si estende anche al territorio, con progetti di lungo periodo come quello sviluppato nel Comune di Brescia nell’ambito del Piano del Verde e della Biodiversità, che prevede la piantumazione di 500 alberi entro il 2025 e un programma decennale che porterà a 1.400 nuove piante entro il 2034.
Un intervento che rafforza il legame con la comunità locale e contribuisce alla tutela ambientale in chiave concreta e misurabile.

Accanto all’ambiente, centrale resta il tema delle persone, con iniziative che puntano al benessere e all’inclusione. Nel 2025 è stato lanciato il progetto “Missione Benessere”, che ha coinvolto oltre 3.000 giovani tra scuole e centri sportivi lombardi, promuovendo una cultura della sana alimentazione in collaborazione con Fondazione Umberto Veronesi. Sempre nello stesso anno, l’azienda ha ottenuto la certificazione per la parità di genere, rafforzando al contempo le politiche di welfare e di flessibilità organizzativa, con un’attenzione particolare alle nuove generazioni.

Oggi Italmark conta 2.526 dipendenti, con una presenza femminile pari al 68%, dato che conferma un impegno concreto sul fronte dell’equità e della valorizzazione delle risorse umane. Il radicamento territoriale si riflette inoltre nell’assortimento, che include oltre 900 referenze di produttori locali, artigiani e PMI lombarde, contribuendo allo sviluppo dell’economia regionale e alla diffusione di modelli di filiera corta e chilometro zero. Una scelta che rafforza il posizionamento dell’insegna come attore di prossimità, capace di sostenere il tessuto produttivo locale e ridurre l’impatto legato alle distanze logistiche.
“Essere un supermercato di prossimità significa assumersi una responsabilità concreta verso le comunità che serviamo”, sottolinea Marco Odolini, presidente dell’azienda, ribadendo come la crescita dell’impresa sia strettamente connessa al benessere del territorio. Un messaggio che sintetizza il percorso intrapreso: i sessant’anni non come punto di arrivo, ma come base per una nuova fase di sviluppo, in cui sostenibilità, innovazione e legame con il territorio diventano leve centrali per affrontare le sfide future della distribuzione.

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