Il caldo eccezionale che ha interessato il Regno Unito nel mese di giugno ha avuto un impatto significativo sull’affluenza nei punti vendita, con un calo complessivo del 3,4% rispetto allo stesso mese del 2025. È quanto emerge dai dati diffusi da BRC-Sensormatic, che evidenziano un rallentamento più marcato rispetto a maggio, quando la flessione si era fermata al 2,6%.
A soffrire maggiormente sono state le high street, dove il traffico pedonale è diminuito del 6,2% su base annua, peggiorando nettamente rispetto al calo dell’1,5% registrato il mese precedente. Più contenuta la flessione nei centri commerciali (-2,5%), mentre i retail park hanno mostrato una sostanziale tenuta, limitando il calo allo 0,3%.
Dal punto di vista geografico, la Scozia è stata l’unica area a registrare una crescita dell’affluenza, pari all’1,7%, favorita da temperature più miti e dalla graduale riapertura del centro di Glasgow dopo il grave incendio che aveva colpito Union Corner nel mese di marzo. In calo invece tutte le altre nazioni del Regno Unito: Irlanda del Nord (-0,9%), Galles (-2,3%) e Inghilterra (-3%), quest’ultima penalizzata anche dalle temperature più elevate.
Secondo Helen Dickinson, amministratrice delegata del British Retail Consortium, l’ondata di calore ha spinto molti consumatori a rinviare le uscite per lo shopping, privilegiando luoghi climatizzati come centri commerciali e retail park rispetto alle tradizionali vie dello shopping.
Dickinson sottolinea tuttavia che il clima rappresenta solo una parte del problema. Per il settore retail, la sfida più rilevante resta l’aumento dei costi operativi, aggravato da una pressione fiscale e normativa crescente che limita la capacità delle imprese di investire, creare occupazione e sostenere la crescita. Da qui l’appello al Governo britannico affinché intervenga sul fronte delle imposte locali e dei costi energetici.
Anche Andy Sumpter, Retail Consultant EMEA di Sensormatic, evidenzia come il primo semestre dell’anno confermi una tendenza alla prudenza da parte dei consumatori. A metà del 2026, infatti, l’affluenza cumulata nei negozi risulta in calo del 3,3%, segnale di una clientela che effettua meno visite e pianifica con maggiore attenzione gli acquisti.
Le temperature record, soprattutto nel Sud dell’Inghilterra, unite ai disagi nei trasporti, hanno contribuito a rendere meno attraenti le visite ai negozi. Parallelamente, pur mostrando un lieve miglioramento, la fiducia dei consumatori rimane debole e continua a frenare la spesa discrezionale.
Interessante anche il comportamento osservato nei centri commerciali: se il traffico verso i negozi è diminuito del 2,5%, gli accessi complessivi alle strutture sono cresciuti dello 0,6%, suggerendo che i visitatori continuano a frequentare queste destinazioni ma selezionano con maggiore attenzione i punti vendita in cui entrare.
A influenzare le dinamiche di giugno hanno contribuito anche gli eventi sportivi, con alcune partite di calcio che hanno temporaneamente trattenuto molti consumatori davanti alla televisione anziché nei negozi. Per il secondo semestre, la sfida per i retailer britannici sarà quindi quella di trasformare visite sempre più ponderate in acquisti effettivi, in un contesto economico che resta caratterizzato da prudenza e incertezza.



















