La pubblicazione dei più recenti dati sull’inflazione nel Regno Unito restituisce un quadro misto: a ottobre l’indice generale dei prezzi al consumo è sceso al 3,6%, primo calo dopo sette mesi consecutivi di rialzi, mentre l’inflazione alimentare è tornata a salire, raggiungendo il 4,9%. Un rimbalzo inatteso, soprattutto alla vigilia della presentazione del Budget, che riporta l’attenzione sulla tenuta dei consumi e sulle pressioni che gravano ancora sulle famiglie.
Secondo Kris Hamer, Director of Insight del British Retail Consortium (BRC), “l’inflazione del food è tornata vicina al 5% dopo la breve tregua di settembre”, un segnale poco rassicurante per i consumatori che continuano a fare i conti con prezzi sostenuti nei supermercati. Il calo dell’inflazione generale, ha spiegato, è stato invece favorito dall’introduzione del nuovo tetto ai prezzi dell’energia, che ha attenuato gli aumenti nelle bollette domestiche.
Un altro fattore che ha contribuito al rallentamento dei prezzi in alcuni comparti è stato l’avvio anticipato delle promozioni del Black Friday, che ha mantenuto contenuta l’inflazione di abbigliamento e calzature. Nonostante ciò, il carrello della spesa resta impegnativo: alcune categorie – tra cui l’olio d’oliva – hanno registrato lievi riduzioni mensili, ma il quadro generale rimane quello di una pressione diffusa sulle famiglie.
Il BRC avverte inoltre che il prossimo Budget sarà un test cruciale per il settore retail. Hamer ricorda come lo scorso anno l’impatto delle misure fiscali abbia contribuito a un aumento dei costi per gli operatori, e invita il Cancelliere ad “evitare di bussare nuovamente alla porta del commercio”. Con i consumatori ancora sotto pressione, il comparto chiede un intervento mirato sui business rates, gli oneri che gravano sui punti vendita fisici, definito una leva essenziale per consentire investimenti e contenere i prezzi al pubblico.
Per le catene e i negozi indipendenti, la riduzione del carico fiscale rappresenterebbe un sostegno diretto in una fase delicata, con margini compressi e costi operativi ancora elevati. Per i consumatori, potrebbe tradursi in una maggiore stabilità dei prezzi nei prossimi mesi. In attesa del Budget, gli operatori guardano quindi con attenzione alle mosse del Governo, consapevoli che la politica fiscale giocherà un ruolo decisivo nella traiettoria dell’inflazione nel 2026.



















