Per il 2026 Sabelli prosegue nel percorso di rafforzamento del proprio posizionamento, puntando su un ampliamento mirato degli assortimenti e su una strategia internazionale sempre più strutturata. Lo spiega Angelo Galeati, amministratore delegato dell’azienda, delineando una visione che integra food service, private label e mercati esteri.
«Nel 2026 continuiamo l’approfondimento su una serie di assortimenti dedicati al food service, in particolare con tutta la linea frozen», afferma Galeati. «È una leva che ci sta permettendo di colonizzare progressivamente anche le aree più lontane del mercato estero».
Accanto al food service, resta centrale il ruolo di Sabelli come partner della grande distribuzione per la marca privata. L’azienda si distingue per un’offerta ampia e profonda, capace di coprire molteplici esigenze.
«Oggi Sabelli è un partner fondamentale per la private label della GDO», sottolinea Galeati. «Riusciamo a offrire un assortimento completo: dalla mozzarella per pizza alle mozzarelle tradizionali, fino agli stracchini e alle robiole, oggi tutti declinati anche nella linea senza lattosio».
Un’offerta che nel 2026 si presenta particolarmente articolata, consentendo all’azienda di rispondere in modo puntuale sia alle esigenze del retail sia a quelle del food service, in Italia e all’estero. Gli appuntamenti fieristici restano un momento chiave di relazione e sviluppo.
«Sono occasioni importanti perché ci permettono di incontrare partner consolidati e potenziali clienti», spiega Galeati. «Dal lato retail completiamo l’offerta, mentre sul food service estero il frozen ci consente di approfondire ulteriormente il presidio dei mercati».
Europa consolidata, nuove sfide extra UE
Sul fronte internazionale, Sabelli mantiene un forte focus sull’Europa, che rappresenta un mercato ormai maturo e consolidato. «La Francia è oggi il Paese che performa meglio per noi», evidenzia Galeati. «È il primo importatore di formaggi europei e italiani, seguita da Germania e Inghilterra».
Accanto ai principali mercati UE, l’azienda serve anche il Nord Europa – tra cui Svezia e Olanda – e sta sviluppando in modo significativo la Svizzera. Parallelamente, Sabelli guarda oltre i confini europei.
«Dallo scorso anno abbiamo iniziato a investire sul mercato americano partecipando alle fiere», racconta Galeati. «La questione dei dazi ha rallentato il percorso, ma le campionature sono partite e l’obiettivo è attivare nuovi clienti già nel corso dell’anno».
Anche il Far East resta strategico, nonostante le complessità legate alle barriere commerciali. «La Cina è partita, seppur con dazi elevati», spiega l’amministratore delegato. «Il Giappone, invece, sta lavorando serenamente con il prodotto frozen. In generale registriamo un grande interesse verso il made in Italy».
Gli obiettivi per il 2026
Guardando al breve termine, Sabelli punta a rafforzare ulteriormente la propria presenza internazionale. «Nel 2026 vogliamo attivare nuovi clienti sull’export, iniziare a lavorare concretamente con l’America e soprattutto consolidare la Cina», afferma Galeati.
Sul piano dell’offerta, alcuni prodotti restano strategici per sostenere la crescita. «La mozzarella per pizza continua a essere fondamentale per il food service a livello globale», conclude Galeati. «Allo stesso tempo cresce l’interesse per la nostra burrata: all’estero siamo arrivati più tardi rispetto all’Italia, dove siamo leader, ma la qualità viene apprezzata e stiamo trovando grandi soddisfazioni».



















