Il 2026 si apre con segnali positivi per il commercio al dettaglio italiano, sostenuti soprattutto dalla dinamica del comparto alimentare e dal rafforzamento della grande distribuzione organizzata. Secondo le stime diffuse da Istat, nel mese di gennaio le vendite al dettaglio registrano un aumento dello 0,6% in valore e dello 0,4% in volume rispetto al mese precedente, con il settore food che evidenzia una crescita più marcata rispetto ai beni non alimentari.
Il comparto alimentare si conferma infatti il principale driver della domanda. Nel confronto con dicembre 2025, le vendite di prodotti alimentari aumentano dell’1,1% in valore e dello 0,9% in volume, mentre quelle non alimentari crescono solo dello 0,2% in valore e dello 0,1% in volume, evidenziando una dinamica molto più moderata.
Anche su base trimestrale emerge una tendenza positiva. Nel periodo novembre 2025 – gennaio 2026 il commercio al dettaglio registra un incremento dello 0,5% in valore e dello 0,2% in volume, con il settore alimentare che cresce rispettivamente dello 0,6% e dello 0,3%, confermando una domanda relativamente stabile per i beni di largo consumo.
Il confronto con gennaio 2025 rafforza ulteriormente il quadro di crescita del food retail. Le vendite complessive al dettaglio aumentano del 2,3% in valore e dello 0,9% in volume, ma il comparto alimentare registra una dinamica più sostenuta, con +3,9% in valore e +1,5% in volume, mentre i beni non alimentari si fermano a +1,2% e +0,4%.
Dal punto di vista dei canali distributivi, la grande distribuzione organizzata si conferma il principale motore del retail. A gennaio il valore delle vendite nella GDO cresce del 4,1% su base annua, con una performance ancora più robusta per i prodotti alimentari (+4,7%).
All’interno della distribuzione moderna tutte le principali tipologie di punto vendita mostrano una crescita. I supermercati guidano l’espansione con un incremento del 5,1%, seguiti dagli ipermercati (+4,1%) e dai discount alimentari (+3,7%), segnale di un mercato che continua a svilupparsi sia nei formati tradizionali sia nei modelli più orientati alla convenienza.
Parallelamente continua a rafforzarsi il canale digitale. Il commercio elettronico registra una crescita del 4,6% su base annua, confermando la progressiva integrazione tra retail fisico e online nella strategia distributiva delle insegne e delle aziende dell’industria alimentare.
Più contenuta invece la dinamica delle piccole superfici commerciali, che segnano un incremento limitato allo 0,2%, mentre le vendite al di fuori dei negozi registrano un calo dell’1,7%, evidenziando una polarizzazione sempre più evidente tra retail organizzato e canali tradizionali.
Un ulteriore elemento di lettura riguarda la dimensione delle imprese: la crescita del settore è guidata soprattutto dalle aziende di maggiori dimensioni, con le imprese con almeno 50 addetti che registrano un aumento delle vendite del 4,1%, mentre le realtà più piccole mostrano variazioni molto più contenute.
Nel complesso, i dati di inizio 2026 delineano un contesto in cui il retail alimentare resta il pilastro dei consumi, sostenuto dalla distribuzione moderna, dalla crescita dell’e-commerce e da una domanda che, pur in un quadro macroeconomico ancora complesso, continua a garantire opportunità di sviluppo per l’intera filiera agroalimentare.



















