Barry Callebaut tra volatilità e riequilibrio: il ribasso del cacao sostiene la cassa ma pesa sui ricavi

Facebook
LinkedIn
WhatsApp
Telegram
Email
Print

Il gruppo Barry Callebaut archivia il primo semestre dell’esercizio 2025/26 con segnali di miglioramento sequenziale dei volumi e una forte generazione di cassa, pur in un contesto di mercato ancora complesso e caratterizzato da elevata volatilità delle materie prime. Nei primi sei mesi, i volumi di vendita si attestano a 1.010.247 tonnellate, in calo del 6,9%, ma con un progresso nel secondo trimestre, dove la flessione si riduce al -3,6%, grazie in particolare alla ripresa in Asia-Pacifico, Medio Oriente e Africa (AMEA) e in America Latina.

Il dato risulta migliore rispetto all’andamento del mercato globale del cioccolato confezionato, stimato in calo del 6,5%, a conferma della tenuta competitiva del gruppo in un contesto di domanda debole e di adattamento dei clienti. A livello geografico, AMEA emerge come principale driver di crescita, con un +8,5%, sostenuto dai progressi in Cina, India e Australia, mentre il Nord America registra un calo più marcato (-12,6%), penalizzato da discontinuità produttive e da condizioni di mercato difficili.

I ricavi si attestano a 6,75 miliardi di franchi svizzeri, in diminuzione del 3,7% a cambi costanti, riflettendo principalmente la contrazione dei volumi e l’effetto dei prezzi del cacao, tornati in territorio negativo nel secondo trimestre. Sul fronte della redditività, l’EBIT ricorrente scende del 4,2% a 310,9 milioni di franchi, con la buona performance del segmento cacao più che compensata dall’impatto dei minori volumi, dalle interruzioni nella supply chain e da un contesto competitivo caratterizzato da eccesso di capacità.

In controtendenza, l’utile prima delle imposte cresce dell’1,3%, mentre l’utile netto ricorrente segna un balzo del 66,1% a 108,9 milioni, sostenuto dalla riduzione degli oneri finanziari e fiscali. Particolarmente rilevante la generazione di cassa: il free cash flow raggiunge 801,8 milioni di franchi, grazie soprattutto alla forte riduzione dei prezzi delle fave di cacao (-61% nella prima metà dell’esercizio) e alle azioni di ottimizzazione del capitale circolante. Questo ha consentito un deciso miglioramento della struttura finanziaria, con il rapporto debito netto/EBITDA sceso a 3,9x, rispetto al 6,5x dell’anno precedente, e con l’obiettivo di scendere sotto quota 3x entro fine esercizio.

Parallelamente, il gruppo ha rafforzato la propria flessibilità finanziaria con una nuova linea di credito sustainability-linked da 2 miliardi di euro, legata al valore delle scorte e coerente con la strategia di sostenibilità. Sul piano strategico, il CEO Hein Schumacher ha sottolineato la necessità di rilanciare la crescita attraverso il programma “Focus for Growth”, che punta a semplificare le priorità e rafforzare l’esecuzione commerciale, operativa e organizzativa.

L’obiettivo è stabilizzare i fondamentali, migliorare i livelli di servizio e valorizzare le opportunità di crescita, anche attraverso una maggiore focalizzazione sui segmenti a più alta marginalità e sul rilancio del brand Gourmet. Per l’intero esercizio 2025/26, il gruppo prevede ora una contrazione dei volumi compresa tra l’1% e il 3%, con un ritorno alla crescita nella seconda metà dell’anno.

Sul fronte della redditività, è atteso un calo dell’EBIT a doppia cifra percentuale, con un recupero significativo a livello di utile prima delle imposte. Le prospettive restano tuttavia condizionate da possibili criticità geopolitiche, in particolare in Medio Oriente, e dall’evoluzione del mercato del cacao. In questo contesto, Barry Callebaut punta a difendere le quote di mercato nel breve termine, ponendo le basi per una ripresa sostenuta della crescita e della redditività nel medio periodo.

Facebook
Twitter
LinkedIn
Pinterest
Pocket
WhatsApp
Non perdere niente! Iscriviti alla nostra newsletter.

Lascia un commento