Cyber attacco e inflazione frenano Marks & Spencer: utili in calo del 23,8%

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Marks & Spencer archivia un esercizio 2025/2026 segnato da una forte discontinuità operativa a causa di un incidente informatico che ha inciso pesantemente sui conti, ma il gruppo britannico rivendica la capacità di aver mantenuto il percorso di trasformazione e di essere tornato alla crescita nella seconda parte dell’anno.

Nel dettaglio, il colosso retail ha registrato un utile ante imposte adjusted di 671,4 milioni di sterline, in calo del 23,8% rispetto agli 881,1 milioni dell’esercizio precedente, mentre l’utile ante imposte statutario è sceso del 28,8% a 364,6 milioni di sterline.

Le vendite complessive hanno invece raggiunto 17,37 miliardi di sterline, in crescita del 24,8%, sostenute anche dal consolidamento di Ocado Retail. Al netto di Ocado, la crescita delle vendite si è attestata all’1,9%.

A pesare sui risultati sono stati soprattutto i costi legati all’incidente cyber, quantificati in 131,3 milioni di sterline, inclusi negli adjusting items per complessivi 292,1 milioni.

Nonostante il contesto complesso, il gruppo guidato da Stuart Machin sottolinea di aver mantenuto una posizione finanziaria solida, con fondi netti per 338,2 milioni di sterline esclusi i lease liabilities e un dividendo annuale aumentato del 16,7% a 4,2 pence per azione.

Il business Food si è confermato il principale motore della crescita. Le vendite alimentari sono aumentate del 7%, grazie all’incremento dei clienti e della quota di mercato, salita al 4,1%. L’utile operativo adjusted della divisione si è attestato a 444,5 milioni di sterline con un margine del 4,6%.

Più difficile invece l’andamento di Fashion, Home & Beauty, dove le vendite hanno registrato un calo del 7,7%, frenate dall’interruzione temporanea dell’e-commerce e dalle difficoltà nei flussi logistici. L’utile operativo adjusted della divisione è sceso a 213,4 milioni di sterline.

Sul fronte internazionale, le vendite sono diminuite del 7,2%, anche per ritardi nelle spedizioni verso il Medio Oriente, ma il risultato operativo è migliorato grazie alla riduzione dei costi e alla revisione degli accordi in franchising.

Nel commentare i risultati, Stuart Machin ha definito il 2025/26 “un anno straordinario”, spiegando che l’azienda è rimasta concentrata sui clienti e ha affrontato il periodo di crisi “con trasparenza e spirito di squadra”.

Il retailer britannico guarda ora al futuro con un piano di investimenti ancora più ambizioso. Per il 2026/27 il gruppo aumenterà la spesa in conto capitale fino a una forchetta compresa tra 650 e 750 milioni di sterline, destinando circa due terzi delle risorse al business Food.

Tra le priorità figurano la modernizzazione della supply chain, il potenziamento digitale e il programma di rinnovo e apertura dei punti vendita. Nel corso dell’anno M&S ha inaugurato 12 nuovi store Food e tre Full Line store, accelerando inoltre sugli investimenti tecnologici e sull’utilizzo selettivo dell’intelligenza artificiale per pricing, riduzione degli sprechi e personalizzazione delle offerte.

Il gruppo punta inoltre a conseguire 600 milioni di sterline di riduzioni strutturali dei costi tra il 2022/23 e il 2027/28, così da compensare l’aumento dei costi operativi, delle tasse e delle pressioni inflazionistiche.

Per l’esercizio in corso, Marks & Spencer prevede un ritorno alla crescita degli utili rispetto al 2024/25, sostenuto soprattutto dal comparto alimentare e dal rilancio di Fashion, Home & Beauty attraverso nuove capacità logistiche e un’offerta sempre più orientata a stile e valore.

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