Dieci anni di sostenibilità integrata, con investimenti industriali, riduzione dell’impatto ambientale e attenzione crescente al benessere delle persone. È questo il quadro che emerge dalla Relazione di Impatto 2025 di Ponti, che celebra un decennio dalla prima rendicontazione di sostenibilità confermando un percorso avviato nel 2015 e trasformato progressivamente in una strategia strutturata di crescita responsabile.
L’azienda, leader italiano nel mercato degli aceti e delle conserve vegetali, ha chiuso il 2025 con un valore economico generato pari a 116,4 milioni di euro, distribuendone oltre 115,3 milioni lungo la filiera produttiva, tra dipendenti, fornitori, comunità locali e stakeholder. Un modello che punta a coniugare competitività industriale, trasparenza e sostenibilità sociale e ambientale.
Nel documento emerge anche il percorso compiuto negli ultimi anni sul fronte ESG: Ponti è diventata Società Benefit nel 2021, ha ottenuto la certificazione B Corp nel 2023 e quella per la Parità di Genere UNI/PdR 125/2022 nel 2024. Tra i risultati più evidenti figura l’azzeramento del gender pay gap, confermato anche nel 2025, insieme a una presenza femminile pari al 42% dell’organico aziendale.
“La sostenibilità non è mai stata un esercizio di comunicazione, ma un modo di intendere la cultura d’impresa”, ha sottolineato la vicepresidente Lara Ponti, evidenziando come trasparenza, responsabilità e misurabilità siano diventate leve centrali per creare valore duraturo e impatti positivi sul territorio e sulla società.
Sul piano industriale il gruppo ha investito nel 2025 circa 9,6 milioni di euro destinati ad ampliamenti produttivi, digitalizzazione ed efficientamento tecnologico. Tra gli interventi principali figurano l’avvio di un nuovo reparto dedicato alla produzione di sidro da mele fresche e l’incremento della capacità di stoccaggio del vino nello stabilimento di Ghemme.
Importanti anche i risultati ambientali. Ponti ha ridotto del 12,3% i rifiuti prodotti e del 7,5% la plastica utilizzata negli imballaggi, con un risparmio superiore a 92 tonnellate. Migliorata inoltre l’intensità energetica dei processi produttivi, mentre il 100% dell’energia elettrica utilizzata proviene da fonti rinnovabili o autoprodotte. Gli impianti fotovoltaici di Ghemme e Anagni hanno generato oltre 880 MWh di energia, evitando l’emissione di 388 tonnellate di CO₂.
L’azienda continua inoltre a rafforzare la dimensione locale della filiera: oltre il 50% delle materie prime alimentari viene acquistato da fornitori italiani situati entro 300 chilometri dagli stabilimenti produttivi, con l’obiettivo di garantire tracciabilità, riduzione dell’impatto logistico e sostegno all’economia dei territori.
Parallelamente il gruppo ha avviato un percorso scientifico per la riduzione delle emissioni climalteranti, sviluppato insieme all’Università degli Studi di Milano e a Spinlife, spin-off dell’Università di Padova, con l’obiettivo di raggiungere il Net Zero entro il 2040. La strategia si inserisce nel progressivo adeguamento agli standard europei CSRD ed ESRS per la rendicontazione di sostenibilità.
Nel 2025 Ponti contava 206 dipendenti, con il 96% dei contratti a tempo indeterminato. Sul fronte organizzativo sono stati attivati 38 accordi di smart working, mentre prosegue il percorso verso la certificazione ISO 45001 dedicata alla salute e sicurezza sul lavoro, prevista entro il 2026.



















