Il colosso mondiale delle bevande Diageo potrebbe tagliare circa 150 posti di lavoro in Irlanda nell’ambito di un ampio programma di riorganizzazione avviato dal nuovo amministratore delegato Dave Lewis. L’azienda, proprietaria di marchi iconici come Guinness, Baileys, Smithwicks, Johnnie Walker e Smirnoff, ha già informato il Governo irlandese della possibile operazione, passaggio necessario prima di qualsiasi procedura di riduzione del personale.
Sebbene il gruppo non abbia confermato ufficialmente il numero degli esuberi, fonti vicine al dossier indicano che potrebbero essere coinvolti circa 150 dipendenti. La misura rientra in un più ampio processo di revisione organizzativa che punta a rendere l’azienda più competitiva e a migliorare i rendimenti per gli azionisti.
In Irlanda Diageo impiega oltre 1.200 persone tra attività produttive, marketing, vendite e funzioni commerciali. La possibile riduzione del personale arriva a poche settimane dall’inaugurazione di un nuovo birrificio da 300 milioni di euro nella contea di Kildare, realizzato per sostenere la crescente domanda di birre del gruppo, tra cui Guinness e Guinness 0.0.
L’azienda ha ricordato che già a febbraio aveva annunciato l’intenzione di ridisegnare il proprio modello operativo. «Vogliamo costruire una Diageo più competitiva e in grado di garantire rendimenti sostenibili agli azionisti», ha dichiarato un portavoce, precisando che i dipendenti saranno informati direttamente di eventuali cambiamenti prima di qualsiasi comunicazione pubblica.
Ulteriori dettagli sul piano saranno illustrati durante il Capital Markets Day previsto il prossimo 6 agosto.
La ristrutturazione coincide con l’arrivo al vertice di Dave Lewis, ex amministratore delegato di Tesco, chiamato a rilanciare le performance del gruppo dopo un periodo complesso per il settore degli alcolici. Secondo indiscrezioni, Lewis avrebbe chiesto ai dirigenti di individuare significativi risparmi sui costi, senza fissare un numero preciso di posti di lavoro da eliminare.
Il manager è noto negli ambienti finanziari per i programmi di efficientamento attuati durante le sue precedenti esperienze in Tesco e Unilever, che gli hanno valso il soprannome di “Drastic Dave” per la determinazione con cui affronta le operazioni di riduzione dei costi.
Il piano arriva in una fase delicata per il mercato degli spirits. Dopo il boom registrato durante e subito dopo la pandemia, molti consumatori hanno ridotto gli acquisti di superalcolici, penalizzando diversi operatori del comparto.
Lo stesso Lewis ha recentemente indicato il Nord America, il principale mercato di Diageo, come la sfida più importante per il gruppo. Per rilanciare le vendite sono già state adottate misure come la riduzione dei prezzi di alcuni marchi di tequila, tra cui Casamigos, oltre a interventi definiti “fondamentali” per migliorare la competitività delle attività a livello globale.
Al momento Diageo non ha specificato quali divisioni o sedi irlandesi potrebbero essere interessate dagli eventuali tagli, ma la vicenda conferma come anche i grandi gruppi internazionali del beverage stiano intensificando le azioni di contenimento dei costi per affrontare un mercato sempre più complesso e caratterizzato da consumi meno dinamici.


















