Beyond Meat chiude il secondo trimestre con ricavi per 68,8 milioni di dollari, sopra i 62,4 milioni attesi dagli analisti.
Il dato più positivo arriva dal retail internazionale, dove le vendite sono cresciute del 16,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Negli Stati Uniti, invece, il fatturato trimestrale è sceso del 14,4%.
Per il terzo trimestre l’azienda prevede ricavi compresi tra 60 e 65 milioni di dollari, con un punto medio leggermente superiore alle stime di Wall Street.
Migliora anche il risultato per azione: la perdita rettificata si ferma a 9 centesimi, contro i 39 centesimi negativi di un anno fa.
Il mercato americano resta però il nodo principale. Beyond Meat continua a fare i conti con una domanda debole e con un interesse meno forte rispetto alla fase iniziale di sviluppo della categoria plant-based.
Per provare a riattivare i consumi, l’azienda ha introdotto nuove referenze come Beyond Steak Filet e ha iniziato a muoversi anche fuori dal perimetro della carne vegetale.
Il primo passo è Beyond Immerse, una linea di bevande proteiche con cui il gruppo punta a entrare in categorie più vicine al mondo della nutrizione funzionale.
«Continuiamo a lavorare per stabilizzare il nostro business nella carne a base vegetale», ha dichiarato il presidente e CEO Ethan Brown, sottolineando la crescita internazionale e il lancio dei nuovi prodotti.
Beyond Meat prova quindi a difendere il business storico e, allo stesso tempo, a costruire nuove fonti di ricavo. I prossimi trimestri diranno quanto questa diversificazione riuscirà a compensare la debolezza del mercato statunitense.

















