L’inflazione nel Regno Unito resta stabile al 2,8% ma il retail teme nuovi rincari nei prossimi mesi

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L’inflazione nel Regno Unito si è mantenuta stabile al 2,8%, mentre quella alimentare è scesa al 2,2%, il livello più basso registrato dopo l’Autumn Budget del 2024. È quanto emerge dagli ultimi dati sull’indice dei prezzi al consumo (CPI), commentati dal British Retail Consortium (BRC), che evidenzia il ruolo della forte concorrenza tra le catene della distribuzione nel contenere i prezzi di alimenti e bevande.

Secondo Harvir Dhillon, economista del BRC, i supermercati britannici hanno continuato a ridurre i prezzi in diverse categorie merceologiche, contribuendo a frenare l’aumento del costo della vita per le famiglie. Il rallentamento dell’inflazione alimentare rappresenta un segnale positivo per i consumatori, dopo mesi caratterizzati da pressioni sui prezzi.

Tuttavia, il quadro potrebbe cambiare nei prossimi mesi. Il British Retail Consortium avverte infatti che l’aumento dei costi delle materie prime e le tensioni geopolitiche legate al conflitto in Iran rischiano di riaccendere le spinte inflazionistiche lungo la filiera agroalimentare. L’organizzazione prevede quindi una possibile ripresa dell’inflazione alimentare nel corso dell’anno.

Sul fronte energetico, il BRC osserva che i prezzi dei carburanti avrebbero raggiunto il loro picco e potrebbero diminuire nei prossimi mesi, offrendo un parziale sollievo ai consumatori. A pesare sul bilancio delle famiglie sarà però l’aumento del 12,7% delle bollette energetiche previsto dal prossimo mese, destinato ad alimentare ulteriori pressioni sui prezzi al consumo.

Le imprese del commercio al dettaglio si trovano inoltre a fronteggiare una crescita significativa dei costi operativi. Tra i principali fattori vengono indicati l’aumento dei contributi previdenziali a carico delle aziende, i nuovi oneri legati agli imballaggi e le difficoltà nelle catene di approvvigionamento aggravate dalla crisi in Medio Oriente.

Per il British Retail Consortium è necessario un intervento del Governo per evitare che tali costi si traducano in ulteriori aumenti dei prezzi al dettaglio. L’associazione chiede in particolare una riduzione delle componenti non legate alle materie prime che incidono sulle bollette energetiche delle imprese.

L’obiettivo, secondo il BRC, è garantire condizioni più sostenibili per il settore retail e consentire alle aziende di continuare a offrire prezzi competitivi ai consumatori, in un contesto economico che resta caratterizzato da forte incertezza e da numerose pressioni sui costi.

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