Per Fonterra utili in forte crescita e nuovi investimenti nelle proteine, incognita El Niño sulla prossima stagione

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Fonterra ha chiuso l’esercizio 2026 con ricavi per 27 miliardi di dollari neozelandesi e ritorni complessivi per 19,6 miliardi destinati agli allevatori soci e ai detentori di quote. Il risultato riflette la crescita delle attività industriali e il beneficio contabile legato alla cessione di Mainland Group, completata a marzo.

L’utile operativo del gruppo è salito a 3,4 miliardi, quasi il doppio rispetto all’anno precedente, e comprende 1,2 miliardi derivanti dalla dismissione. L’utile netto ha raggiunto 2,6 miliardi, con un aumento del 142%. Per misurare l’andamento delle attività che restano nel perimetro della cooperativa, il dato più significativo è però l’utile operativo sottostante, cresciuto del 23,6% a 1,8 miliardi.

Anche la redditività del capitale è migliorata, passando dall’11,7% al 14,2%, al di sopra dell’obiettivo fissato tra il 10% e il 12%. La divisione Ingredients ha generato un utile operativo di 1,293 miliardi, sostenuta dalla domanda mondiale di proteine e dalle scelte sul mix di prodotto, mentre il Foodservice ha contribuito per 547 milioni grazie alla crescita dei volumi e dei prezzi nei diversi mercati.

Per la stagione 2025/26 il prezzo finale del latte riconosciuto agli allevatori è stato fissato a 9,69 dollari neozelandesi per chilogrammo di solidi del latte; quello del latte biologico ha raggiunto il livello record di 14,13 dollari. I dividendi complessivi dell’esercizio ammontano a 73 centesimi per azione, rispetto ai 57 centesimi dell’anno precedente, includendo la distribuzione straordinaria collegata a Mainland.

La vendita delle attività consumer segna un passaggio nella trasformazione di Fonterra in una cooperativa concentrata sulla fornitura di ingredienti lattiero-caseari e prodotti per la ristorazione. Secondo l’amministratore delegato Richard Allen, nell’esercizio appena concluso la società ha raccolto, lavorato e spedito volumi di latte vicini ai massimi storici, migliorando le consegne nonostante le difficoltà meteorologiche e le tensioni geopolitiche.

La cooperativa ha investito un miliardo nell’ultimo anno in progetti di crescita e sostenibilità e annuncia ora un ulteriore miliardo, da destinare nei prossimi tre anni agli impianti dell’Isola del Sud. L’obiettivo è ampliare la produzione di proteine, migliorare le prestazioni ambientali e destinare una quota maggiore del latte a prodotti di valore più elevato rispetto alle commodity. Una volta operativi, nel 2029, i nuovi interventi dovrebbero creare tra 50 e 60 posti di lavoro permanenti.

Per il 2026/27 Fonterra prevede un prezzo del latte alla stalla di 9,50 dollari per chilogrammo di solidi del latte, all’interno di una forchetta tra 8,50 e 10,50 dollari, e utili sottostanti compresi tra 65 e 85 centesimi per azione. La previsione si basa su una raccolta di poco superiore a 1,6 miliardi di chilogrammi di solidi del latte, pur tenendo conto dell’incertezza legata al possibile sviluppo di El Niño e allo scenario internazionale.

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