Le vendite al dettaglio nel Regno Unito hanno registrato a settembre 2026 una crescita dell’1,3% su base annua, in rallentamento rispetto al +2,3% dello stesso mese del 2025 e al di sotto della media degli ultimi dodici mesi, pari all’1,5%. È quanto emerge dai dati diffusi dal British Retail Consortium (BRC) e da KPMG, relativi alle cinque settimane comprese tra il 30 agosto e il 3 ottobre, che evidenziano una domanda ancora debole e una crescente attenzione delle famiglie britanniche alla gestione delle spese.
Il comparto alimentare ha registrato un incremento delle vendite del 2,5%, contro il +4,3% di settembre 2025 e una media annuale del 3,1%. Ancora più contenuta la crescita del non alimentare, che si è fermata allo 0,3%, rispetto allo 0,7% dell’anno precedente. Nei negozi fisici le vendite non alimentari sono aumentate dello 0,1%, mentre il commercio elettronico ha segnato un progresso dello 0,7%, inferiore alla media annuale dell’1,3%. La quota degli acquisti non alimentari effettuati online è comunque salita al 38,3%, rispetto al 37,9% di un anno prima.
Secondo Helen Dickinson, amministratrice delegata del British Retail Consortium, la debolezza dei consumi riflette le preoccupazioni delle famiglie per i previsti aumenti delle bollette e delle imposte. Alcune categorie hanno tuttavia mostrato segnali positivi, in particolare salute e bellezza, che ha registrato il miglior risultato dell’anno, e giocattoli, sostenuti anche dal lancio dei prodotti dedicati al trentesimo anniversario dei Pokémon. Più difficile il mese per abbigliamento e calzature, penalizzati dalle temperature insolitamente elevate, mentre gli acquisti legati al ritorno a scuola hanno sostenuto alcune vendite.
Dickinson ha inoltre richiamato l’attenzione del governo britannico sui rischi di ulteriori aumenti dei costi per le imprese commerciali, sottolineando come un nuovo incremento delle imposte sugli immobili commerciali potrebbe tradursi in maggiori pressioni sui prezzi, minori investimenti e conseguenze sull’occupazione.
Linda Ellett, responsabile Consumer, Retail & Leisure di KPMG nel Regno Unito, ha evidenziato come i consumatori siano diventati sempre più selettivi, privilegiando determinate categorie e rinviando altri acquisti. In vista del Black Friday e del trimestre conclusivo dell’anno, i retailer dovranno quindi confrontarsi con una domanda fortemente orientata alla convenienza, cercando di sostenere le vendite senza compromettere i margini.
Anche Sarah Bradbury, amministratrice delegata di IGD, ha sottolineato il peggioramento della fiducia dei consumatori, influenzata dall’aumento dei prezzi dei carburanti, dalle prospettive di rincari energetici e dalle ipotesi di nuove imposte. Per il settore alimentare, Halloween potrebbe offrire un sostegno temporaneo agli acquisti d’impulso, ma l’attenzione degli operatori resta concentrata sulle prossime decisioni di bilancio del governo e sulle possibili conseguenze per il potere d’acquisto delle famiglie e l’andamento dei consumi nel 2027.

















