Tensioni commerciali, boicottaggi, nuovi format e tecnologia ridisegnano il futuro dei supermercati

Facebook
LinkedIn
WhatsApp
Telegram
Email
Print

Dazi e tensioni commerciali cambiano la spesa dei consumatori e le strategie della grande distribuzione internazionale. In Canada cresce il rifiuto dei prodotti statunitensi, mentre le insegne modificano assortimenti e comunicazione a scaffale per rispondere alle nuove preferenze della clientela. È uno dei fenomeni emersi dagli Innovation Tour organizzati da Retail Hub tra Stati Uniti, Canada, Cina e Francia, che hanno permesso di analizzare l’evoluzione dei supermercati e le principali tendenze del settore.

Nei punti vendita canadesi, secondo le testimonianze raccolte dagli store manager, numerosi clienti chiedono espressamente di evitare i prodotti americani, privilegiando quelli nazionali o provenienti da altri mercati. Alcune insegne hanno introdotto bandierine per identificare le merci canadesi, mentre la crescente domanda di alternative favorisce in alcuni casi anche i prodotti europei e italiani.

«Quello che ci ha colpito maggiormente è stata la determinazione dei consumatori canadesi nel rifiutare i prodotti statunitensi», spiega Stefano Motta, Chief Operating Officer di Retail Hub, sottolineando come il fenomeno stia producendo conseguenze concrete sugli assortimenti e sulle vendite.

L’analisi del mercato nordamericano evidenzia anche una crescente differenziazione dei format distributivi. In Canada, No Frills propone un modello di discount evoluto, con un assortimento ampio e una presenza significativa di prodotti freschi e di marca. Negli Stati Uniti, invece, Trader Joe’s punta sulla selezione dei prodotti e sul servizio, Aldi sull’efficienza operativa, Walmart sui prezzi bassi e Costco sulla formula membership.

Un’altra trasformazione riguarda la crescente integrazione tra supermercato e ristorazione, con piatti pronti, sushi, preparazioni calde e proposte gastronomiche che ampliano le occasioni di consumo. Parallelamente si sviluppano servizi digitali, consegne a domicilio e sistemi di ritiro degli acquisti online.

In Cina, soprattutto a Shanghai, l’integrazione tra negozio fisico e logistica consente consegne anche in meno di 30 minuti, mentre si diffondono pagamenti digitali e grocerant, punti vendita che combinano alimentari e ristorazione.

A Parigi, l’innovazione passa anche attraverso l’intelligenza artificiale e la gestione degli assortimenti. Da Naturalia, la tecnologia RELEX supporta la previsione della domanda e gli ordini quotidiani dell’ortofrutta, mentre Monoprix integra alimentare, moda, bellezza e ristorazione. Nel flagship Sephora degli Champs-Élysées, il 40% dei clienti utilizza il self-checkout.

Per la distribuzione italiana, secondo Retail Hub, la sfida consiste nel differenziare maggiormente le insegne, valorizzare i prodotti locali e integrare tecnologia, servizi e relazione con il consumatore. «Il punto non è replicare semplicemente ciò che vediamo all’estero, ma capire quali soluzioni possano essere adattate alla realtà italiana», conclude Motta, evidenziando la necessità di trasformare le esperienze internazionali in innovazioni concrete.

Facebook
Twitter
LinkedIn
Pinterest
Pocket
WhatsApp
Non perdere niente! Iscriviti alla nostra newsletter.

Lascia un commento