Carrefour taglia le previsioni 2026, le proteste in Francia pesano fino a 200 milioni

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Carrefour rivede al ribasso le previsioni economiche per il 2026 a causa delle violente proteste che stanno interessando la Francia, con saccheggi, danneggiamenti e coprifuoco che hanno compromesso l’attività di numerosi punti vendita e determinato un significativo aumento dei costi operativi. Il gruppo della grande distribuzione parla di una situazione senza precedenti, destinata a pesare sui risultati dell’ultimo trimestre dell’anno, tradizionalmente uno dei periodi più importanti per il settore.

La società prevede ora una crescita stabile o leggermente positiva dell’utile rettificato per azione, rispetto al precedente obiettivo di un incremento percentuale vicino alla doppia cifra. Anche il flusso di cassa disponibile dovrebbe registrare una lieve flessione rispetto al 2025, mentre l’impatto complessivo delle proteste sul risultato operativo viene stimato tra 80 e 200 milioni di euro.

«Carrefour è stata colpita direttamente e duramente. Circa 50 dei nostri negozi sono stati interessati dalle violenze già nel primo giorno, molti sono stati saccheggiati e i danni sono considerevoli», ha dichiarato l’amministratore delegato Alexandre Bompard durante un incontro con gli analisti. «Molti dei nostri dipendenti e partner hanno vissuto situazioni profondamente traumatiche», ha aggiunto, sottolineando l’impegno dell’azienda per consentire la riapertura dei punti vendita non appena saranno ripristinate le condizioni di sicurezza.

Secondo il direttore finanziario Matthieu Malige, i costi diretti ammontano già a diverse decine di milioni di euro, tra merci rubate o distrutte, strutture danneggiate, attrezzature compromesse e chiusure forzate. A queste spese si aggiungono quelle sostenute per rafforzare la sicurezza, anche attraverso il ricorso a personale esterno di vigilanza.

La situazione coinvolge una parte significativa della rete francese di Carrefour, composta da circa 6.000 punti vendita. Numerosi supermercati sono rimasti chiusi preventivamente per evitare ulteriori danni, mentre altri hanno dovuto ridurre gli orari di apertura a causa del coprifuoco. Il gruppo risulta particolarmente esposto alle conseguenze dei disordini per la presenza capillare di negozi di prossimità nei principali centri urbani, tra cui Parigi, Lione e Marsiglia.

Le proteste stanno inoltre aggravando il clima di incertezza tra i consumatori, già penalizzati dagli elevati prezzi dei carburanti, con una conseguente riduzione dell’affluenza nei negozi proprio all’inizio del trimestre conclusivo dell’anno. «Nelle prossime settimane continueremo a subire conseguenze, perché alcuni punti vendita dovranno chiudere anticipatamente e, più in generale, ci troviamo in una nuova situazione caratterizzata da una profonda incertezza per i nostri clienti», ha spiegato Malige.

Alla luce di questo scenario, Carrefour ha deciso di ridimensionare gli investimenti previsti in Francia, portando la stima delle spese in conto capitale per il 2026 da 1,7 a 1,6 miliardi di euro. Un intervento che riflette la necessità di contenere i costi e preservare le risorse finanziarie in una fase particolarmente delicata.

L’attenzione è ora rivolta alle nuove manifestazioni previste per il 24 ottobre. Bompard ha auspicato un rafforzamento delle misure di sicurezza, pur riconoscendo che ulteriori ripercussioni sull’attività commerciale appaiono difficilmente evitabili. L’emergenza arriva inoltre mentre Carrefour si prepara alle iniziative promozionali del Black Friday, un appuntamento strategico per le vendite di fine anno, sul quale pesa l’incognita dell’evoluzione delle tensioni sociali.

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